Un limite massimo di imposizione fiscale sancito in Costituzione stop alle pensioni d’oro. Sono gli obiettivi di due proposte di legge presentate ieri dal gruppo Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati. alla conferenza stampa erano presenti la capogruppo Giorgia Meloni, i due cofondatori Ignazio La Russa e Guido Crosetto e il deputato Fabio Rampelli. La prima proposta di legge prevede la revisione dell’articolo 53 della Costituzione, introducento nella Carta un limite massimo di imposizione fiscale fissandolo al 40% del prodotto interno lordo. Di conseguenza - spiegano gli esponenti di FdI - «si indirizza il legislatore ad intervenire su voci di bilancio di diversa natura» quando la pressione fiscale massima consentita non sia sufficiente a rispettare il vincolo del pareggio di bilancio. «Pensiamo ai tagli alla spesa pubblica, a rendere più efficiente la lotta all’evasione, alla piena utilizzazione dei fondi comunitari», ma anche ad interventi di riduzione dello stop del debito come l’alienazione di parte del patrimonio immobiliare pubblico, la valorizzazione delle concessioni di Stato, la vendita di società non strategiche e partecipate, la stipula di un accordo con la Svizzera che consenta di tassare i capitali nascosti nei forzieri delle banche elvetiche. Fratelli d’Italia lancia poi la sfida ai partiti e anche alla Consulta e confida nella moral suasion del Presidente Giorgio Napolitano perché «l’ingiustizia» delle «pensioni d’oro» venga se non abolita almeno riformata. Così il partito di Meloni, La Russa e Crosetto ha presentato una proposta di legge con la quale si prevede che i trattamenti pensionistici, anche in essere, che superano di almeno dieci volte il minimo, vengano corrisposti per la parte che eccede «la pensione minima moltiplicata per dieci» solo in base ai contributi effettivamente versati e maturati. I risparmi di spesa raggiunti devono essere riassegnati al bilancio dello Stato ed essere destinati a misure di «perequazione» delle pensioni minime e di invalidità. «Ci piacerebbe entrare in un’altra Italia in cui si possano toccare i privilegi di alcuni - ha sottolineato Giorgia Meloni - Quasi 200mila persone prendono da dieci a venti volte la pensione minima e questo costa circa 14 miliardi di euro l’anno, mentre costano quasi due miliardi alle casse dello Stato coloro che prendono una pensione tra le venti e le 50 volte superiore alla minima», ha detto ancora la Meloni. La capogruppo poi ha aggiunto: «Sfidiamo tutti i partiti perché troppo in silenzio, la Corte Costituzionale (che ha dichiarato l’illegittimità del contributo di solidarietà sulle pensioni superiori ai 90mila euro, ndr.) perché le sue sentenze non sono comprese dai cittadini e il presidente Napolitano a cui abbiamo chiesto un appuntamento che non abbiamo avuto. Conosciamo la sua gran capacità di moral suasion», ha concluso la capogruppo con l’auspicio di ricevere un aiuto.
Meno tasse e stop alle pensioni d’oro
Un limite massimo di imposizione fiscale sancito in Costituzione stop alle pensioni d’oro.Sono gli obiettivi di due proposte di legge presentate ieri dal gruppo Fratelli d’Italia alla Camera dei...