Ieri mattina si è appresa la notizia della morte del senatore a vita Emilio Colombo. Ultimo dei padri costituenti e figura eminente della Democrazia Cristiana, è stato tra chi ha realmente costruito, dopo il Fascismo, la Repubblica parlamentare. La prima qualità essenziale della persona era lo stile politico, proprio di un conservatore dai ragionamenti sottili e arcaici, estremamente distanti dall'attualità, ma anche così pienamente inseriti in quella saggia cultura europea che il meridione ha saputo regalare sempre a tanti statisti del nostro Paese. Dopo il periodo costituente, a soli ventisei anni, cominciò la sua ascesa nel partito cattolico, all'ombra di Alcide De Gasperi e all'interno della corrente maggioritaria Iniziativa Democratica che avrebbe gestito per un decennio la successione del leader trentino. È, infatti, negli anni cinquanta, cioè nel periodo della segreteria Fanfani, che Colombo emerse come rappresentante di spicco dell'opposizione interna, fino a diventare la mente strategica, con Paolo Emilio Taviani, della cosiddetta "congiura dorotea" che portò nel gennaio del '59 alla caduta e alle dimissioni del politico aretino da Primo Ministro, ministro degli Esteri e segretario della DC. La peculiarità della linea politica di Colombo era concepire il partito non come un blocco monocratico, dominato da una guida unica e indiscussa, ma come un "condominio" plurale di forze eterogenee in equilibrio, organizzate attorno ad un'oligarchia di notabili. È in quest'orizzonte multiforme, appunto, che le virtù e i vizi della grande Balena Bianca hanno trovato un approdo poi nel cosiddetto "centro-sinistra organico" di Aldo Moro. Non più una tattica riformatrice unidirezionale, ma un patto tra forze interne ed esterne al partito in grado di dare stabilità nell'immobilismo, senza assumere mai decisioni troppo audaci. Colombo portava così al vertice dello Stato una filosofia di governo che finiva per puntare sulle alleanze e non sui programmi o sulle grandi individualità. Memorabile è la famosa lettera spedita a Moro sulle misure deflazionistiche che determinò la caduta del suo primo governo, imprimendo la svolta moderata che condurrà la maggioranza a galleggiare fino al sessantotto. In seguito, venuto il momento vero dei dorotei, in piena crisi del centro-sinistra, Colombo salì alla presidenza del Consiglio in un momento delicato della vita parlamentare che vedeva l'avanzata del neofascismo e l'esplodere del terrorismo rosso. Alla presentazione del suo esecutivo alle Camere, Colombo enucleò la famosa formula del "partito cerniera" che collocava la Dc in mezzo tra la destra e la sinistra, confermando di prediligere la linea della centralità democratica agli istinti eversivi che filtravano dalla società. Alla fine degli anni settanta, terminata cioè la sua esperienza di Governo, sarà presidente dell'ultimo Parlamento Europeo non elettivo fino al '79, mettendo in atto una visione internazionale di riconosciuto livello tecnico. Particolarmente interessanti, per capire il personaggio, sono due avvenimenti che lo videro di nuovo protagonista negli anni novanta, ossia durante il decennio di Mani Pulite. Morta la Dc contribuì alla nascita del Partito Popolare, sostenendo con forza Rocco Buttiglione alla segreteria, con il preciso intento di irrobustire la stabilità del centrosinistra contro Silvio Berlusconi. E fu proprio per le stesse ragioni di sempre che si oppose alla virata verso destra del partito con un memorabile discorso che portò alla scissione dell'ala progressista di Gerardo Bianco da quella di democratico-liberale di Casini e Mastella. Le amarezze non mancarono, prima della sua nomina a senatore a vita nel 2003 per opera di Carlo Azelio Ciampi. Dovette accettare di non essere candidato nella sua Basilicata e di rimanere fuori alle elezioni politiche del 2001. Molto è conosciuto anche di alcuni lati oscuri della sua biografia che lo coinvolsero perfino in uno scandalo per uso di droga, da cui fu scagionato e di cui si scusò pubblicamente. Quello che lascia all'Italia Emilio Colombo, di là di tutto, è la competenza personale, una conoscenza accurata dei problemi accompagnata da un'appassionata e totale dedizione alla strategia politica. Una disposizione professionale alla mediazione oggi ormai praticamente estinta.
Colombo stratega e mediatore
di Benedetto Ippolito - Ieri mattina si è appresa la notizia della morte del senatore a vita Emilio Colombo. Ultimo dei padri costituenti e figura eminente della Democrazia Cristiana, è stato tra...