Politica

M5S, lascia la senatrice De Pin. Il bivio di Beppe

Dopo la Gambaro, va via dal MoVimento 5 Stelle un’altra parlamentare. Troppi boomerang nella strategia del leader, serve un cambio di passo

Lascia il MoVimento 5 Stelle anche la senatrice Paola De Pin. Dopo l’espulsione della collega Adele Gambaro, siamo a cinque: tre fuoriusciti volontariamente (Alessandro Furnari, Vincenza Labriola e, adesso, la De Pin) e due cacciati (Mastrangeli e Gambaro). Non è servita a molto la decisione di Beppe Grillo di evitare altre rese dei conti dopo quella con la senatrice bolognese, che ha lasciato molta amarezza nel gruppo pentastellato del Senato. Non è un caso che se avesse votato soltanto la compagine di Palazzo Madama molto probabilmente la Gambaro sarebbe ancora nel MoVimento. Ma il «Codice di comportamento» parla chiaro e prescrive che deputati e senatori decidano insieme le espulsioni, contrariamente alla Costituzione che dà piena autonomia alle due Camere. Ora il MoVimento 5 Stelle è un bivio. O aprirà una «fase 2», diminuendo la protesta e aumentando le occasioni in cui spiegare il lavoro che i pentastellati stanno svolgendo in Parlamento, oppure sarà difficile dribblare le comprensibili difficoltà di un gruppo così numeroso ed eterogeneo. La scelta dipenderà soprattutto da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. L’ultima campagna elettorale è stata un boomerang: è stata la fotocopia dello Tsunami tour, quando ancora gli attivisti dovevano sbarcare in Parlamento. Avrebbe avuto più successo un «Cantiere d’idee tour» in cui rendere conto dei primi tre mesi passati nel Palazzo. Significativa la lettera della De Pin: «Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle. Desidero, inoltre, manifestare la mia piena solidarietà alla senatrice Adele Gambaro. È evidente che le critiche da lei sollevate, giuste o sbagliate che fossero, avevano un carattere politico e non meritavano né la reazione che hanno provocato, né, tanto meno, la successiva gogna mediatica». Poi la senatrice aggiunge: «Ritengo che il dissenso, e la possibilità di esprimerlo siano necessari e rappresentino l'essenza del dibattito democratico. Il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per la paura delle conseguenze. Temo pertanto che questo episodio porti all'autocensura dei parlamentari 5 Stelle. Non bisogna mai avere paura di esprimere le proprie opinioni». La De Pin riconosce che «la mia elezione a senatrice si deve allo sforzo e all'impegno di Beppe Grillo che ha saputo entusiasmare milioni di italiani che hanno votato il M5S» ma «con altrettanta franchezza però devo ammettere che gli atteggiamenti e la linea di condotta degli ultimi mesi rischiano di distruggere il lavoro di cinque anni, lasciando uno strascico drammatico di apatia e disillusione. Una responsabilità che io non posso e non voglio condividere». Infine la «dissidente» spiega: «Mi riservo di presentare in futuro le mie dimissioni da senatrice». Annuncia anche che i soldi avanzati dai rimborsi li girerà in beneficenza a un istituto di Treviso.

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