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Ad aprile sale rischio prestiti Aumentano le sofferenze

La rischiosità dei prestiti bancari è elevata: le sofferenze nette hanno toccato ad aprile quota 66,4 mld, le lorde 133,3 mld. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari al 3,5% ad...

La rischiosità dei prestiti bancari è elevata: le sofferenze nette hanno toccato ad aprile quota 66,4 mld, le lorde 133,3 mld. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari al 3,5% ad aprile (3,4% a marzo 2013; 2,6% ad aprile 2012). Lo sottolinea il rapporto mensile dell’Abi. Laddove si consideri il rapporto sofferenze lorde su impieghi esso risulta pari al 6,8% ad aprile 2013 (5,5% un anno prima), valore che raggiunge il 12,5% per i piccoli operatori economici (10,4% ad aprile 2012), il 10,6% per le imprese (8,1% un anno prima) e il 5,9% per le famiglie consumatrici (5% ad aprile 2012). Diretta conseguenza di ciò la «gelata» arrivata a maggio per quanto riguarda gli impieghi delle banche italiane a famiglie e imprese. Secondo le stime del rapporto Abi i prestiti a questi due comparti hanno fatto registrare una caduta del 3% su base annua. Il calo degli impieghi, come segnalato dal governatore di Bankitalia Visco due settimane fa, è conseguenza sia di una minore domanda che dell’irrigidimento dell’offerta. Il totale dei prestiti al settore privato e alla pubblica amministrazione, segnala l’Abi, pari a 1.893 miliardi a maggio, è comunque superiore alla raccolta da clientela (1.745mld). L’Abi sostiene che «la riduzione del credito indotta dalla pesante congiuntura macroeconomica è un fenomeno europeo». Secondo gli economisti, «per dare un giudizio sul grado di restrizione del credito non basta osservarne i tassi di variazione, ma è necessario valutare le dinamiche dell’indice di intensità creditizia, cioè del rapporto tra credito e pil». Da un grafico così elaborato emerge un dato italiano corretto per la minore dinamica economica, in flessione dello 0,6% che si colloca al di sopra del dato medio dell’euro zona (-1,4%).

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