Politica

Costo economico dello «ius soli»

di Marlowe - I deputati di Sel hanno chiesto al ministero dell’Interno di chiudere un sito internet "che avrebbe come scopo di diffondere fatti di cronaca nera con protagonisti cittadini stranieri,...

I deputati di Sel hanno chiesto al ministero dell’Interno di chiudere un sito internet "che avrebbe come scopo di diffondere fatti di cronaca nera con protagonisti cittadini stranieri, migranti, rom e simili". Questo, dicono, inciterebbe all’odio razziale. Eppure anche gli ultimi dati del Viminale confermano come l'Italia abbia la maggior percentuale europea di stranieri nelle carceri: 23.500 su 65.900, oltre il 35 per cento. Statistica che non tiene conto di casi come quello di Maka Kabobo, il ghanese "in attesa di espulsione" che ha ucciso tre persone a picconate a Milano. Se come in molti Paesi civili chi commette reati minori venisse immediatamente espulso, svuoteremmo le carceri e i processi sarebbero assai più rapidi. L’argomento è scivoloso, ma non guardare in faccia la realtà non serve a nulla. Perché, senza peccare di razzismo, ma seguendo il principio di non spendere più di quanto si ha o si avrà, non valutare dal punto di vista dei costi le due proposte di far diventare italiani i bambini nati da stranieri, e del reddito di cittadinanza? Non è ciò che facciamo sempre per Imu ed Iva? I fautori delle due cose osservano che in molti Paesi europei e nel Nord America la cittadinanza per ius soli esiste già. Vero, in Francia c’è addirittura dal 1515. Ma questo non significa che francesi, tedeschi o inglesi spalanchino le frontiere agli extracomunitari. Basta ricordare che cosa accadde a Ventimiglia nel marzo 2011, e la motivazione data da Nicolas Sarkozy: quella era "immigrazione economica", e dunque soggetta alle restrizioni che Parigi pone a questi ingressi. In Germania l’immancabile Spiegel ha da poco scritto che la nostra polizia darebbe 500 euro ad ogni clandestino per andarsene oltre Brennero. Non è vero, ma rende l’idea di come ci vedono all’estero: un Paese colabrodo. Pronti a commuoverci e sollevare un caso politico per chiunque muoia nel canale di Sicilia; ma mai disposti a valutare il costo di come siamo, costo forse aggravato da certi annunci. La Gran Bretagna, tradizionalmente multietnica, ha appena dichiarato fallita e conclusa la politica dell’immigrazione che ha consentito a molti studenti anche italiani, indipendentemente dal reddito, di godere del generoso welfare inglese. Questo dove i servizi funzionano: perché non ci poniamo lo stesso problema, con i servizi che abbiamo? Gli Stati Uniti sono il maggior Paese al mondo dove esiste lo ius soli. Ma chiunque abbia a che fare con la dogana americana o debba andare negli Usa per lavoro, sa a quante tribolazioni sarà soggetto il suo visto in perenne scadenza. Basta dire che ogni anno il governo americano indice una lotteria con in palio 55 mila green card (il soggiorno a tempo indefinito); ci si può anche iscrivere a vita, attualmente al costo di 299 dollari. Diversamente chi vuol lavorare in America, pur pagandoci le tasse, farà i conti con permessi da rinnovare continuamente, tornandosene a casa ogni volta. Per gli altri, i clandestini, c’è invece il muro elettrificato tra Usa e Messico, e l’espulsione immediata con spese a carico. Ma che accadrebbe se oltre allo ius soli si introducesse il reddito di cittadinanza? Uno studio è comparso sul sito lavoce.info a cura degli economisti Tito Boeri e Roberto Perotti, certo non sospettabili di essere biechi reazionari. Ebbene, i risultati sono questi: un reddito garantito di 500 euro a tutti i cittadini italiani costerebbe 300 miliardi l’anno, il 20 per cento del Pil. Impensabile. Ma forse c’è una certa confusione tra reddito di cittadinanza e sussidio di disoccupazione: in quest’ultimo caso un assegno di 500 euro per chi è davvero senza lavoro avrebbe un costo di 8-10 miliardi l’anno. Se lo si desse ai tre milioni attuali di disoccupati dichiarati, si salirebbe a 15. Nei Paesi dove l’assegno esiste c’è però l’obbligo di impegnarsi a trovare un nuovo lavoro, con l’assistenza e il controllo dello Stato. Gli stranieri con permesso di soggiorno sono cinque milioni, più un milione di clandestini. Ogni anno mettono al mondo 100 mila bambini. Abbreviando i tempi per la cittadinanza e con lo ius soli, le cifre crescerebbero in maniera esponenziale, e così i costi dei servizi. È razzista fare questi conti?

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