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L’uovo galleggiante che cambia l’idea di casa

Il progetto sulle rive del fiume inglese Beaulieu scopre ed esalta il rapporto tra uomo e natura

L’uovo galleggiante che cambia l’idea di casa

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L’uovo di Exbury sarà una casa-laboratorio, galleggiante e completamente autosufficiente, all’insegna dell’ecosostenibilità. Questo luogo, sulle rive del fiume Beaulieu, nel sud della Gran Bretagna, sarà un soggiorno, un laboratorio per lo studio della vita di un torrente di marea e un centro di raccolta informazioni. L’uovo, sarà «legato» come una barca, e salirà e scenderà con la marea. Il tocco leggero, e la natura della «Exbury Egg», mira a rivalutare il modo in cui viviamo rendendo sostenibili l’uso futuro delle risorse naturali. Gli arredi interni della struttura sono estremamnete semplici e contano solamente una doccia, una stufa, un’amaca-letto e un tavolo. L’uovo nella sua parte inferiore subirà la trasformazione di 730 maree giornaliere. Mentre, in superficie subirà, per 365 giorni, agenti atmosferici di vento, pioggia e sbiancamento dal sole.  Stephen Turner, il creatore e ideatore del progetto,  è interessato a esplorare il rapporto che ha l’uomo con la natura, che risulta prezioso nella vita di tutti i giorni. Infatti, il lavoro di Stephen Turner ha comportato spesso il trascorrere di lunghi periodi in strani luoghi abbandonati, osservando i cambiamenti del complesso rapporto tra le persone e l’ambiente naturale. «L’Exbury Egg» adotta le premesse fondamentali della teoria «Lean, Green and Clean»che sono «Ridurre, riutilizzare e riciclare». L’uovo, progettato per combinare arte, architettura e la sostenibilità di un ambiente marino fragile, non è un romantico ritorno anti-moderno alla natura, in cui la tecnologia viene rifiutata o disprezzata. Piuttosto si tratta di un impegno a rendere efficienti le risorse che abbiamo.

La routine giornaliera di Stephen Turner è stata studiata a lungo ed è determinante per capire il fabbisogno energetico quotidiano di una persona. L’energia elettrica, per gli elementi di carica, come un computer portatile, una macchina fotografica digitale o un telefono cellulare sarà soddisfatta utilizzando il solare. L’uovo, dichiara Stephen Turner, «sarà la mia casa per un anno, accanto alle tane dei conigli, le ragnatele dei ragni, i nidi degli uccelli e l’habitat acquoso di pesci e molluschi. Rifletterò su come questo spazio è condiviso e sopratutto chi o cosa dovrebbe possederlo. In un’epoca in cui conta solo la promozione di sé, voglio dare una voce alla natura muta». Inoltre, ci sarà un ampio programma di formazione che interesserà gli studenti di tutte le età, dalle elementari fino alle università. Le scuole saranno in grado di impegnarsi con il progetto in tutte le sue fasi, compreso il periodo di costruzione. Verranno organizzati workshop, seminari e eventi all’insegna della scienza, dell’arte dell’ecologia e dell’ingegneria, che coinvolgeranno l’intera comunità e persone di tutte le età. Del valore del progetto ne è convinto il suo creatore: «Si tratta di un intervento necessario per il paesaggio in un momento chiave per il nostro pianeta in cui il cambiamento climatico sta già creando nuove coste e habitat.Il project manager del gruppo Spud, Phil Smith spiega: «Tutto ciò che riguarda quest

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