Politica

Il congresso divide i ministri Democratici

C'erano una volta i giovani turchi. Il congresso del Pd divide la compagine democratica che siede nel governo di Enrico Letta. Andrea Orlando e Stefano Fassina ufficializzano con uno scontro a...

C'erano una volta i giovani turchi. Il congresso del Pd divide la compagine democratica che siede nel governo di Enrico Letta. Andrea Orlando e Stefano Fassina ufficializzano con uno scontro a distanza il divorzio delle due anime che formano l'ala sinistra del partito: una più vicina a Pier Luigi Bersani, l'altra sulle posizioni di Massimo D'Alema. Proprio sul nome dell'ex segretario democratico si accende la polemica tra il viceministro dell'economia e il titolare dell'ambiente. Orlando, partecipando ieri mattina a «Omnibus» ha spiegato di non condividere il documento dei bersaniani, che invece Fassina ha firmato. «Sono convinto che nel documento non ci sia una seria autocritica sul perché tutti quanti, compreso il sottoscritto, non siamo riusciti a fare le cose che avevamo promesso al Congresso e quando Bersani è diventato segretario del partito», ha osservato. Per inciso, il candidato di Andrea Orlando al congresso è Gianni Cuperlo, anche se «tutti si potranno candidare, perché non penso ci saranno veti alle candidature di Tizio o Caio». La posizione del ministro dell'Ambiente non è sfuggita a Stefano Fassina. Partecipando a un incontro sulla rinascita della sinistra, il viceministro dell'Economia ha rimarcato il dissenso netto rispetto alle parole del compagno di partito. «Il mio collega ministro Andrea Orlando dice che nel documento che ho firmato c'è poca autocritica», ha attaccato Fassina, alla presenza tra gli altri di Gianni Cuperlo. «Io, invece – ha spiegato – ritengo che c'è una profonda autocritica su come siamo stati nel governo Monti. Un esecutivo che abbiamo accettato, per senso di responsabilità, accettando anche tutto quello che passava il convento 'senza se e senza mà». Cuperlo si è alzato ed ha lasciato la sala prima che Fassina terminasse l'intervento. Ma Fassina è andato avanti: «Io dico che bisogna fare attenzione alla ricerca di capri espiatori perché se lo facciamo cadiamo in una di quelle forme di personalizzazione della politica che non vanno bene. Non vanno bene né in positivo, né in negativo». Un riferimento chiaro, anche se implicito, al riemergere della polemica tra Renzi e Bersani.

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