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Arriva il nuovo Isee, saranno considerati i costi per mutuo e affitto

Rafforzamento del sistema dei controlli, tutele per le famiglie più numerose, una definizione più ampia di reddito. Sono sono alcuni dei ritocchi all'Indicatore della situazione economica...

Rafforzamento del sistema dei controlli, tutele per le famiglie più numerose, una definizione più ampia di reddito. Sono sono alcuni dei ritocchi all'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) su cui è stata trovata l'intesa in Conferenza Unificata. Il nuovo Isee passa adesso all'attenzione delle commissioni parlamentari, quindi in Consiglio dei ministri per l'ok definitivo. Uno dei capisaldi è la definizione ampia di reddito in cui vengono incluse, oltre al reddito Irpef, tutte le entrate tassate con regimi sostitutivi o a titolo di imposta e tutti i redditi esenti. Altro punto riguarda i costi dell'abitare che vengono considerati in modo simmetrico per i nuclei proprietari della casa in cui abitano e per coloro che devono pagare un affitto, attraverso una riduzione della componente reddituale. Con il nuovo Isee si considererà ai fini del calcolo solo quella componente del mutuo già pagata. Si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere. In tal modo, il valore della prima casa viene abbattuto a due terzi. Per quanto riguarda la maggiore valorizzazione del patrimonio, essa viene raggiunta riducendo la franchigia sulla componente mobiliare, che viene però articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare. Il valore degli immobili è quello rivalutato ai fini Imu ed infine si considera anche il patrimonio all'estero. Tutele maggiori, inoltre, per le famiglie numerose. La scala di equivalenza in essere viene modificata con il riconoscimento di alcune importanti maggiorazioni; in particolare, per tenere in considerazione i figli successivi al secondo, la scala viene maggiorata di un ammontare crescente al crescere del numero dei figli, da tre in poi. Nell'Isee riformato si riconosce un abbattimento diretto del reddito della famiglia dove è presente il disabile, articolato in funzione del grado di disabilità, che risulta vantaggioso, in misura maggiore per i disabili più poveri e per quelli più gravi. La riforma prevede il rafforzamento dei sistemi dei controlli sulla veridicità dei dati rilevati ai fini Isee, al momento tutti autodichiarati. Nell'Isee riformato solo una parte dei dati sarà autocertificata dal dichiarante. I dati fiscali più importanti e i dati relativi alle prestazioni ricevute dall'Inps saranno ottenuti direttamente dalle banche dati delle Amministrazioni. L'Isee oggi fa riferimento al reddito dell'ultima dichiarazione. Con la riforma si introduce la possibilità, a fronte di cadute significative del reddito di calcolare un Isee corrente, riferito ad un tempo più ravvicinato, e quindi più rispondente alla realtà economica del dichiarante.

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