Politica

Bonanni chiede uno choc fiscale. «Siamo al collasso»

Laura Cervellione Serve uno choc fiscale». Bonanni non ha dubbi sulla cura per il paese. «Tagliare le tasse: è la madre di tutte le battaglie». Il segretario della Cisl, fresco di conferma della...

Serve uno choc fiscale». Bonanni non ha dubbi sulla cura per il paese. «Tagliare le tasse: è la madre di tutte le battaglie». Il segretario della Cisl, fresco di conferma della carica fino al 2017, parla davanti alla platea del XVII congresso confederale apertosi al palazzone bianco dell’Eur. «Tagliamo le tasse alle imprese che assumono e investono». Il leader sindacale ha così risposto al presidente Giorgio Napolitano che in un messaggio a lui diretto lo aveva stuzzicato su questa sfida «di grande complessità»: «tenere insieme la difesa della dignità del lavoro con l'individuazione degli strumenti innovativi necessari per superare, attraverso l'aumento della produttività e della competitività e anche attraverso il ricorso a forme coraggiose di solidarietà, la drammatica caduta dell'occupazione, specie giovanile». Bonanni risponde al capo dello Stato davanti al presidente del Consiglio Letta, ai segretari Alfano e Epifani e a una sfilza di ministri, oltre a Camusso (Cgil) e Angeletti (Uil). Queste le ricette Cisl: dismissioni del patrimonio pubblico; lotta ai «mille corporativismi»; una politica decisamente pro industria («contro le decrescite felici»). Bonanni naturalmente guarda al «decreto del fare» promesso dal governo. L'aumento dell'Iva va evitato, «ma lo si faccia senza partite di giro ai danni di lavoratori». Capitolo pensioni: «Va reintrodotta la flessibilità nell'accesso all’età pensionabile». Il capo del sindacato bianco non si esime dal tirare le orecchie alla magistratura, «che deve esercitare il suo ruolo nella sua autonomia». Quanto alla lotta all’evasione fiscale, Bonanni chiede certezza della pena e difende Equitalia: «Siamo preoccupati che ogni comune si vuol fare la sua agenzia comunale: è un brutto segnale nei confronti di Equitalia, che è riuscita a intimorire gli evasori». Lunghi gli applausi, molti si alzano in piedi. Enrico Letta stringe la mano di Bonanni, gliela solleva verso l’alto. I loro obiettivi sono gli stessi. Poi sferza i ministri: «Domani li interrogo tutti!» e rilancia la collaborazione con le parti sociali tirando fuori il pescetto Nemo, che incita il babbo e gli altri pesci caduti nella rete alla coesione degli sforzi per evaderne. Rete che è ora l’italiana crisi, e la luna di miele tra i tre sindacati fa ben sperare. La riformista Cisl si presenta come ottimo baricentro per lavorare sulla stessa direzione. La rete la si comincia a strappare sabato 22 giugno, scendendo in piazza con Cgil, Cisl e Uil.

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