Politica

Faide interne e affluenza a picco. Per il Pdl batosta senza precedenti

Gaetano Mineo PALERMO Debacle del Popolo della Libertà e MoVimento 5 Stelle, boccata d’ossigeno per il Partito Democratico, tiene il Megafono del governatore Rosario Crocetta, come anche la sua...

PALERMO Debacle del Popolo della Libertà e MoVimento 5 Stelle, boccata d’ossigeno per il Partito Democratico, tiene il Megafono del governatore Rosario Crocetta, come anche la sua coalizione. È la sintesi del voto in Sicilia per l’elezione dei sindaci e rispettivi consigli comunali in 138 Comuni e quattro capoluoghi: Messina, Catania, Siracusa e Ragusa. Quattro roccaforti che per un decennio sono state dominate dal centrodestra, ma che ora, sembrano passare nelle mani del centrosinistra. Crollo pure dell’affluenza al voto: un siciliano su tre s’è recato alle urne. A Messina si registra una tenuta (70,02%), rispetto alle precedenti amministrative; lieve calo a Catania, al voto il 63,35% (-8,5%); crollo a Ragusa -8,52%; non va meglio Siracusa dove votano il 66,22% (-4,43%). Breve cronaca: due rappresentanti della lista del Megafono sono stati denunciati a Messina durante le operazioni di spoglio. Dunque, il centrodestra che nell’Isola si regge sul Pdl, subisce una batosta che va oltre a ogni previsione della vigilia, dato i soddisfacenti risultati delle politiche di febbraio e delle regionali di ottobre. A Messina il candidato sindaco del centrosinistra, Felice Calabrò, è a pochi voti dalla vittoria, davanti - con grande distacco - a Renato Accorinti, sostenuto da una lista civica di sinistra. Fuori partita il candidato pidiellino Enzo Garofalo, che addirittura parla di «vergogna» personale. Flop, invece, del M5S la cui candidata Maria Saja si attesta al finora al 2,63% («Abbiamo sbagliato qualcosa» dice Giancarlo Cancelleri, capo dei grillini). Anche a Siracusa il Pdl, che s’è presentato diviso e assieme all’Udc, esce di scena. Da una parte il candidato a sindaco dell’ex ministro, Stefania Prestigiacomo, Edy Bandiera, che non arriverebbe neanche al ballottaggio; dall’altra Paolo Ezechia Reale, sostenuto da Vincenzo Vinciullo, deputato regionale cacciato proprio dal Pdl in campagna elettorale che, invece, andrebbe al ballottaggio con l’esponente del centrosinistra, Giancarlo Garozza. A Ragusa certo il ballottaggio tra il candidato del centrosinistra, Giovanni Cosentini e il grillino, Federico Piccitto. Poi c’è la partita delle partite, quella di Catania. Altro tonfo del Pdl, sceso in campo a sostegno dell’uscente Raffaele Stancanelli, che rischia di aprire le porte di Palazzo degli Elefanti a Enzo Bianco. L’ex ministro dell’Interno, con 112 sezioni scrutinate su 335 è al 51,33%, vede il successo al primo turno. Che significherebbe tornare a sedersi sulla poltrona di sindaco a tredici anni di distanza dal suo precedente mandato. Gongola Crocetta: «Il successo del Pd e del Megafono ci devono portare a ripensare la forma partito in direzione di una federazione». E per il suo governo non vuole sentire parlare di rimpasto.

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