Obiettivo salvezza. Della Capitale e dei romani. Oggi e domani nuovo appuntamento elettorale e poi «ne rimarrà solo uno» che dovrà governare la Città eterna (sempre che riusciamo a conservarla per i posteri), nei prossimi cinque anni e «salvarla» dai mali peggiori. Gianni Alemanno, sindaco uscente del centrodestra, inseguitore, vuole salvare Roma da un’amministrazione di centrosinistra e liberare i romani dall’Imu, dall’Irpef, da Equitalia, dai nomadi, dalle liste d’attesa negli asili e dalle nozze gay. Forte e chiara, da parte di Alemanno, è stata la risposta alle istanze dei cattolici su vita, famiglia e scuola, valori fondanti della sua formazione politica. Ignazio Marino, il candidato del centrosinistra con dentro il suo inseparabile zainetto dodici punti di vantaggio, vuole liberare Roma dalla palude alias l’amministrazione di centrodestra e, in una parola, da «Ale-danno». Ma battute e sorrisi a parte (pochi per la verità considerata l’asprezza e i colpi bassi dell’intera campagna elettorale) la battaglia che Alemanno e Marino dovranno vincere nel ballottaggio odierno è quella contro l’astensionismo. Hanno avuto quindici giorni per convincere quei romani (molti del centrodestra, peraltro) che al primo turno erano saliti sull’Aventino, disamorati e delusi dalla politica, a «scendere» e andare a votare. I cittadini ormai tendono a sovrapporre il ruolo dell’amministratore con quello del politico della «casta» e a non credere alle promesse. L’antipolitica non si traduce più in protesta ma in non-voto e l’assenza dalle urne diventa la punizione per i candidati in corsa elettorale. Il sindaco scalatore, politico di lungo corso, con l’esperienza dell’amministratore, chiede una seconda chance per dare un futuro alla Capitale, quello che merita, dopo averla salvata dal dissesto ereditato dal centrosinistra. Il chirurgo «marziano» vuole fare della città il regno della cultura, della meritocrazia e della giustizia dove la signora Giovanna non cadrà nelle buche e la piccola nomade Rachele non chiederà più l’elemosina e andrà a scuola. Speriamo che oggi e domani i romani abbiano un sussulto di partecipazione, almeno per far vincere il meno peggio. Un fatto è certo: se l’astensionismo si confermerà l’eletto sarà il sindaco di «mezza» città. E non potrà non tenerne conto.
Un sindaco ma di tutti
di Sarina BiraghiObiettivo salvezza. Della Capitale e dei romani. Oggi e domani nuovo appuntamento elettorale e poi «ne rimarrà solo uno» che dovrà governare la Città eterna (sempre che riusciamo a...