Il Governo accelera sulle riforme. È bastata meno di un'ora ieri al Consiglio dei ministri per approvare il disegno di legge che stabilisce una «normativa accelerata per la disciplina del procedimento di revisione costituzionale» e istituisce il Comitato parlamentare «dei quaranta» che «dovrà esaminare i progetti di revisione dei Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione che riguardano le materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo». «Entro fine ottobre 2014 ci potrà essere l'approvazione definitiva della riforma», ha spiegato in conferenza stampa il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello. Il «cronoprogramma» è presto fatto: l'approvazione da parte del Parlamento del disegno di legge, spiega palazzo Chigi, «può essere prevista per fine ottobre 2013, quando la Commissione degli esperti avrà già terminato di lavorare e fornito le proprie conclusioni al Governo. Il comitato parlamentare lavorerà fino alla fine di febbraio 2014. Per la fine di maggio è possibile prevedere la prima lettura di una Camera; per gli inizi di settembre la prima lettura dell'altra Camera. Per la fine di ottobre 2014 la seconda deliberazione e l'approvazione finale della riforma, salvo l'eventuale svolgimento del referendum confermativo che il governo ritiene comunque opportuno che venga svolto». «Per dare certezza e ridurre i tempi di discussione e approvazione del provvedimento», ha annunciato poi il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, il provvedimento «sarà trasmesso al Senato dove il Governo chiederà la procedura di urgenza». La linea è chiara: i tempi vanno rispettati e non spettano al Governo ulteriori riflessioni. Il testo approvato da palazzo Chigi, viene sottolineato più volte, si attiene nella maniera «più scrupolosa possibile» a quanto il Parlamento ha previsto e approvato. «Non ci sarà nessuna sovrapposizione – ha spiegato ancora Quagliariello – tra il lavoro della Commissione degli esperti e quello del Parlamento, ma assisteremo a una specie di staffetta tra i saggi e il Comitato dei Quaranta, senza nessuna perdita di tempo». Di più. La commissione di nomina governativa non si occuperà né di conflitto di interessi, né di legge elettorale. Temi che «vanno oltre il contenuto delle mozioni parlamentari». «Ci sono forme di Governo che hanno ricadute che vanno oltre - ammette il ministro per le Riforme - ma è una preoccupazione del Parlamento e va fatta dal Parlamento». Chiarezza anche sullo stiendio dei saggi. «ll lavoro degli esperti – ha sottolineato Quagliariello – è completamente gratuito, sono previste solo le spese di viaggio. Nemmeno quelle di soggiorno». Quanto al possibile successo dell'iter di revisione costituzionale, il ministro non si sbilancia: «Oltre la virtù ci vuole anche la fortuna, per non essere più prosaici». Mentre Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha annunciato che «il ddl sarà trasmesso al Senato dove il governo chiederà la procedura di urgenza per dare certezza e ridurre i tempi di discussione e approvazione del provvedimento». Ma nel Consiglio dei Ministri ha provocato qualche perplessità l'idea di dettare un vero e proprio cronoprogramma sull'iter delle riforme. Poco convinta, ad esempio, Emma Bonino: non bisogna comprimere i tempi – avrebbe commentato – qui stiamo cambiando la Costituzione, non le regole di un condominio. Ma la questione è stata risolta subito in quanto sia Gaetano Quagliariello sia altri esponenti dell'esecutivo hanno sottolineato come il ddl riprenda semplicemente le linee delle mozioni approvate dal Parlamento. «Ci siamo mossi rispettando pedissequamente le mozioni approvate dalle camere – ha spiegato ai colleghi un ministro – ora tocca al Parlamento avviare il lavoro». A quel punto tutti i membri del governo hanno dato il via libera al ddl. È un impegno – ha poi ribadito il presidente del Consiglio - che va rispettato, anzi siamo in anticipo sul programma visto che avevamo dato come scadenza la fine di giugno. Spetterà al Parlamento - avrebbe sottolineato ancora il premier – confrontarsi nel merito, noi abbiamo avviato il percorso. E proprio per evitare ulteriori freni dalla bozza del ddl è stata eliminata anche la parte relativa alle pregiudiziali delle Camere.
Corsa sulle riforme «Pronte nel 2014»
Il governo approva il ddl costituzionale Via al comitato parlamentare dei quaranta
