Politica

Marino e Gasbarra insieme per conquistare l’area moderata

Laura Cervellione Imprenditori, professionisti, operatori del terzo settore, partite Iva, enti sportivi, perfino due suore della congregazione di padre Guzmano, erano tra la piccola folla accalcata...

Imprenditori, professionisti, operatori del terzo settore, partite Iva, enti sportivi, perfino due suore della congregazione di padre Guzmano, erano tra la piccola folla accalcata davanti alla Casa del Cinema, aspettando per un buon paio d’ore il candidato-Godot, il sindaco Ignazio Marino. E strenuamente lo ha atteso, quella cosiddetta area moderata dell’elettorato romano, il tallone d’Achille del chirurgo, la sua candidatura essendo vista come testa di ponte del laicismo (Marino è fan del testamento biologico, ma è pur sempre credente, anche se in modi critici e pensosi e forieri di libri-dialogo con il cardinale Carlo Maria Martini). Finalmente arrivato, ha dispensato sorrisi e infine risvegliato la platea con un sonoro «Daje Romaaa!» per poi abbracciare le suore. Quanto ai contenuti, la terapia di Marino per imbonire la Roma che produce è sempre lo stesso mantra della sua campagna: «Merito e trasparenza: la gestione delle aziende comunali deve ritrovare la rotta, abolendo le consulenze esterne, facendo lavorare i 60 mila dipendenti, premiando i meritevoli». Prescrizioni che emanano l’esperienza da medico in prima linea e l’internazionalità di vedute. «Creerò un fondo blindato per la fragilità sociale - ha promesso Marino - facendo uscire Roma da quel cono d’ombra della gestione del centrodestra, che ha oscurato la cultura del sostegno a chi è rimasto indietro». Smart è forse la parola chiave delle prescrizioni alla città, perché il luminare della chirurgia parlerà in inglese e farà soprattutto trapianti di «intelligenza» (questo è il significato di «smart») nel ventre malato dell’economia romana. «Ripartire dall’arte e dalla cultura: valorizzerò quello che è il più grande parco archeologico della terra, anche con la pedonalizzazione del tratto di strada tra Via Cavour e il Colosseo». Altri propositi: «Un pacchetto lavoro per dare 500 euro al mese ai giovani, e poi la tessera Atac e biglietti per eventi culturali gratuiti». Un grande piano di manutenzione per tappare le buche nel marciapiede (la madre si è rotta il femore cadendo in una buca). Ad ascoltarlo ci sono i vertici di Federlazio, Legacoop, Confcooperative, Unindustria, Cgil, Cisl e Uil, la Federazione dei tabaccai, il Coni, enti sportivi, i lavoratori comunali sordomuti. C’erano i consiglieri regionali Zambelli e Favara e l’assessore regionale Visini. Ma il regista dell’incontro è stato il segretario laziale del Pd Enrico Gasbarra: «Questa non è politica, è Roma, che dalla città dei favori tornerà a essere la città del diritto. Marino sarà il sindaco di tutti, in grado di abbattere gli steccati creati dalla destra - ha poi detto il segretario regionale - destra che col governo "pistola&sceriffo" ha portato a questo scenario d’insicurezza profonda». Mirko Coratti (Pd), appena rieletto al Consiglio comunale, anche lui promoter dell’appuntamento tra il chirurgo e il «ceto medio riflessivo», ha ribadito: «Vogliamo la sana politica, che dia risposte ai deboli, ai giovani, agli anziani: con Marino finalmente Roma rinascerà».

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