Politica

La crisi non ammette più alibi

di Francesco Damato - Non si sa se più con senso di autonomia o di preveggenza rispetto alla linea che finirà per darsi in materia il Pd, se mai riuscirà a darsene una davvero, "l'Unità" si è...

Non si sa se più con senso di autonomia o di preveggenza rispetto alla linea che finirà per darsi in materia il Pd, se mai riuscirà a darsene una davvero, "l'Unità" si è decisamente schierata contro l'ipotesi di una riforma costituzionale di segno presidenziale, o semipresidenziale, alla francese. Contro la quale si sono già mobilitati la sinistra più dura e Beppe Grillo. Che da bravo comico ha tradotto subito il rifiuto del presidenzialismo nella necessità di impedire l'arrivo di un nuovo "Duce". Sarebbe naturalmente Silvio Berlusconi. Un uomo che si dà sempre per prossimo alla fine per le sue vicende giudiziarie ma che evidentemente è molto più forte e vivo di quanto non si finga di ritenere, visto che si continua ad averne tanta paura a sinistra e dintorni. Anche a costo di boicottare o vanificare, in odio a lui, il percorso appena avviato della riforma istituzionale. Già espostasi domenica con una prima pagina titolata praticamente contro il presidente del Consiglio Enrico Letta, responsabile di avere "scatenato" la destra auspicando da francofono un sistema di elezione del capo dello Stato diverso da quello parlamentare in vigore dal 1948, "l'Unità" ha sventolato ieri in funzione antipresidenzialistica un vecchio discorso di Giorgio Napolitano. È quello pronunciato davanti alle Camere in seduta eccezionalmente congiunta il 23 gennaio 2008 per celebrare i 60 anni della Costituzione repubblicana. In quella occasione il capo dello Stato, a commento dei vari tentativi di riforma istituzionale falliti, compreso quello realizzato in Parlamento nel 2005 da Berlusconi per il rafforzamento dei poteri del presidente del Consiglio ma bocciato nel 2006 dal referendum promosso dagli oppositori, registrò come "la più ponderata e saggia l'opinione di molti" di contenere il pur necessario "riequilibrio" dei poteri "entro la forma di governo parlamentare". Non quindi presidenziale, ha tradotto il giornale del Pd cercando di strattonare Napolitano. A proposito delle cui parole, però, lo stesso direttore del giornale ha onestamente aggiunto, a dispetto del titolo gridato sulla prima pagina, di non sapere "se il presidente si sentirebbe di ripeterle oggi", visto che ha assunto di fronte al dibattito appena riaccesosi sulle riforme, e sul presidenzialismo, un atteggiamento di "neutralità". Tanto comprensibile quanto dovuto - mi permetto di aggiungere - non solo come "atto di rispetto verso il Parlamento che nessuno può violare", ha ammesso il direttore del giornale del Pd, ma anche come atto di coerenza con le sue quasi quotidiane sollecitazioni riformatrici al governo e ai partiti. Sollecitazioni alle quali si deve il percorso riformatore appena avviato, sul quale il governo ha scommesso la sua stessa sopravvivenza dandosi 18 mesi di tempo. Le pressioni del capo dello Stato in direzione dei cambiamenti nascono, del resto, dalla sua consapevolezza che dopo quel suo discorso del 2008 le sofferenze del sistema istituzionale si sono aggravate e sovrapposte ad una crisi economica, finanziaria e sociale di eccezionali dimensioni. Sofferenze che hanno imposto a Napolitano due scioglimenti anticipati delle Camere e un ruolo fortemente attivo, ai limiti di quella che si chiama "Repubblica parlamentare", per la formazione prima del governo tecnico di Mario Monti e poi del governo politico d'emergenza di Enrico Letta, basati entrambi su larghe e necessitate intese. Ormai la crisi del sistema è tale che non sono più consentiti "alibi" omissivi, come ha giustamente osservato ieri sera Anna Finocchiaro, dirigente del Pd e presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, partecipando alla presentazione dell'acuto libro di Paolo Armaroli su "Lo strano caso di Fini e il suo doppio nell'Italia che cambia", ma anche su "Tutte le anomalie della XVI legislatura e oltre".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.