Un capitolo a parte è quello su Silvio Berlusconi. Matteo Renzi spiega ancora una volta che preferirebbe batterlo in una sfida politica e non grazie all’aiuto dei tribunali. ma al Pd rinfaccia di averlo fatto «resuscitare» quando invece il Pd era in netto vantaggio. «Il centrosinistra che ora guarda alla Cassazione ha la responsabilità di aver rilanciato il Cavaliere e portato al governo di larghe intese. A Natale neanche lui si immaginava di poter tornare in gioco in quel modo: è stato il centrosinistra a fare il clamoroso errore di sottovalutare "il giaguaro" e a sbagliare tutta la campagna elettorale dal punto di vista mediatico e politico». A Matteo Renzi ha risposto, a distanza, Giuseppe Fioroni, ribadendo al sindaco di Firenze che uno scontro con Enrico Letta in questo momento farebbe male a tutto il Paese. «Bisogna separare la figura del segretario da quella del Presidente del Consiglio – ha commentato intervenendo a Tgcom24 – Questo è importante perché in un momento in cui si va verso l'abolizione del finanziamento pubblico, iscritti, simpatizzanti e militanti devono avere la possibilità di scegliere il progetto, il programma politico e il segretario con primarie loro dedicate». «Mi auguro che Renzi si candidi anche a segretario di partito – ha proseguito – Quello che va chiarito è che non si devono sovrapporre i ruoli. A Letta spetta la sfida delle riforme, mentre a Renzi spetta la sfida del domani, quella del costruire perché, come insegna Grillo, la linea del demolire trasforma in meteore. Non so se le punzecchiature tra i due siano costruite, ma uno scontro farebbe male al Paese». Infine un avvertimento sul congresso che il Pd dovrà fare in autunno: «Io voglio un congresso in cui gli italiani scelgano una partito perché credono in qualcosa e non una scorciatoia in cui si sceglie qualcuno a prescindere da quello in cui crediamo». Intanto però Renzi continua a muoversi a 360 gradi. E ieri è tornato a chiedere una legge per dare automaticamente la cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro Paese. «A nome della città di Firenze chiediamo al Parlamento e alle autorità centrali, con rispetto, che sia approvata una nuova legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli, in base al principio che chi nasce in Italia è italiano». «Non è pensabile che Mario Balotelli, che parla italiano con accento bresciano – ha proseguito – non sia potuto andare alle Olimpiadi perché non aveva compiuto 18 anni e quindi non aveva all'epoca la cittadinanza italiana». Immediata la replica di Maurizio Gasparri, contrario all’istituzione dello «ius soli». «Renzi è un demagogo. Non si potrà mai dare la cittadinanza automaticamente a chi nasce in Italia». «Questa propaganda – ha sottolineato ancora il vicepresidente del Senato – crea illusioni, può attirare più clandestini nelle nostre città e, in una fase di crisi economica e occupazionale, può alimentare tensioni sociali». «Basta con questa litania – ha proseguito – un conto sono aggiustamenti tecnici e limitati a leggi già troppo generose, altro è auspicare assurdi automatismi. Piuttosto rendiamo più efficaci i meccanismi di espulsione dei clandestini. Abbiamo già tanta criminalità italiana che non c’è necessità di apporti esteri».
Renzi al partito: si vince solo con me
Il sindaco di Firenze sempre più convinto a correre da segretario Intanto rilancia lo «ius soli». La replica di Gasparri: «È un demagogo»
