Politica

La Cassa integrazione entra nelle banche

di Piero Righetti La crisi economica ed occupazionale che dal 2008 si è abbattuta sul "sistema Italia" ha colpito pesantemente anche il settore bancario. Per ciò che concerne le banche di credito...

La crisi economica ed occupazionale che dal 2008 si è abbattuta sul "sistema Italia" ha colpito pesantemente anche il settore bancario. Per ciò che concerne le banche di credito ordinario, e cioè quelle aderenti all’Abi, va sottolineato che tra il 2000 e il 2012 ci sono stati complessivamente circa 40mila licenziamenti e che almeno altri 20mila se ne prevedono entro i prossimi cinque anni. Questi licenziamenti - quasi tutti su base volontaria e disposti al termine di complesse trattative sindacali - raramente hanno determinato la proclamazione di scioperi, a differenza di quanto avviene di regola nell’industria, nel commercio e nei servizi. Ciò in quanto nel 2000 è stato istituito, con D.m. n° 158, a seguito della firma di un apposito contratto collettivo tra le varie parti sociali, uno speciale Fondo di Solidarietà a garanzia del reddito, regolato appunto dal citato D.m. e finanziato in parte dai datori di lavoro e in parte dagli stessi lavoratori, Fondo che prevede la concessione ai dipendenti di queste banche di una serie di ammortizzatori sociali decisamente migliori di quelli di cui può fruire la generalità dei lavoratori. In particolare questo Fondo dà la possibilità di ottenere un trattamento molto simile alle pensioni di anzianità e di vecchiaia (chiamato assegno straordinario) con alcuni anni di anticipo (al massimo cinque) rispetto a quanto previsto dalle norme ordinarie. L'importo di questo trattamento di fatto non subisce nessuna riduzione, nonostante venga corrisposto anticipatamente, tanto è vero che quasi tutti questi collocamenti a riposo sono avvenuti su base volontaria e cioè a richiesta degli stessi interessati. Il Fondo prevede inoltre un sistema di formazione professionale continua e la concessione di trattamenti di disoccupazione e di cassa integrazione più favorevoli di quelli ordinari. Crisi anche nel settore bancario dicevo. Ed infatti tutte o quasi le banche stanno orientando i propri clienti ad effettuare su internet le proprie operazioni, stanno cercando di esternalizzare molti servizi e di ricorrere, in alternativa al licenziamento, al demansionamento di una parte dei dirigenti. Da ultimo, va infine evidenziato che a partire dallo scorso anno - ma il fenomeno sarà certamente più rilevante nel 2013 - molti istituti bancari stanno predisponendo, d'accordo con i sindacati di settore, le procedure necessarie per il collocamento in cassa integrazione guadagni di una parte del personale. Questa possibilità esisteva già nel 2000 ma fino a poco tempo fa era rimasta soltanto sulla carta.

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