A una settimana precisa dal voto che deciderà, stavolta senza se e senza ma, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno cala due assi importanti. Qualità e professionalità della squadra che lo affiancherà nel caso di vittoria da una parte e un vero e proprio "manifesto" delle donne dall’altra. Un comitato permanente composto da trenta esponenti della società civile, del mondo accademico e delle professioni, che elaboreranno linee guida per lo sviluppo della città. Un comitato strategico al quale il sindaco apre «la stanza dei bottoni per la prima volta, perché diventi una vera e propria casa di vetro» ha spiegato Alemanno. Tra i componenti già "ufficiali" ci sono l’architetto Paolo Portoghesi, l’ambientalista Carlo Ripa di Meana, il maestro Giorgio Albertazzi, l’attrice Manuela Metri, la manager della moda Fabiana Balestra (figlia dello stilista Renato), il giurista Beniamino Caravita, l’immunologo Ferdinando Aiuti, l’ingegner Remo Calzona, l’imprenditrice Iole Cisnetto. Una riforma complessiva della governance della città, quella ideata dal sindaco uscente, che sarà portata avanti attraverso l’istituzione di quattro nuovi organismi. Oltre al «comitato strategico», verranno istituite una commissione per la valutazione delle nomine, per premiare il merito e garantire la massima trasparenza; una commissione per la semplificazione amministrativa, dedicata allo snellimento delle procedure inerenti le attività di impresa; e un osservatorio sui Lavori pubblici e l’urbanistica per il monitoraggio dei bandi di gara per l’affidamento di lavori e servizi. Un modello nuovo, sperimentale, sul quale Alemanno punta per concretizzare quella «discontinuità» richiesta non solo dal risultato delle urne ma soprattutto dall’astensionismo record registrato proprio nella Capitale. Un fenomeno contro il quale si mobilitano tutte le donne del centrodestra, Isabella Rauti in primis. «Questa è una sfida all’astensionismo. Dal 1946 le donne hanno diritto al voto. Ora mi chiedo se vogliono smettere di esercitare questo diritto o smettere di interessarsi di politica - dice la Rauti, presidente dell’associazione Noi per Roma -. L’indifferenza è una malattia, è necessario esercitare questo diritto al voto. Da oggi siamo tutte candidate sindaco in questa catena femminile che si diffonderà in tutta la città». Puntare insomma sul "voto rosa" per arginare un dato politicamente drammatico, a prescindere dall’appartenenza, che ha registrato l’assenza dalle urne di un romano su due. Un patto dunque tra il sindaco e le donne di Roma, sancito da un braccialetto ad hoc sul quale c’è scritto: "io voto e scelgo Alemanno". «Il braccialetto - spiega la deputata del Pdl Barbara Saltamartini - lo romperemo dopo aver votato e dopo aver convinto altre dieci donne a farlo. Dobbiamo creare un’onda rosa da qui al 10 giugno». Un impegno innanzitutto a «votare per Roma - aggiunge Alemanno - non mi rassegno a una città dove vota solo il 50%, è un sintomo di rassegnazione, è un sintomo di mancanza di volontà di cambiamento, è un sintomo di mancanza di speranza. Le donne sono le prime persone che chiedono più sicurezza in questa città, che chiedono più attenzione al lavoro, chiedono soprattutto attenzione ai valori, della famiglia e della vita. Non possiamo tornare indietro, verso una sinistra che ha sbagliato per 30 anni, come quella di questa città». Una scelta di campo, quella chiesta dal primo cittadino, che punta non solo alla persona ma a un modello di sviluppo della città e che non a caso ha come primo obiettivo quello di uscire dalla crisi. Senza risorse infatti qualsiasi amministrazione è costretta a "contenere". Ora, con una prospettiva generale preoccupante, certamente, ma con spiragli di ripresa all’orizzonte il centrodestra chiede una seconda chance. E lo fa alla luce del sole, annunciando nomi di personalità importanti che hanno già dato la propria disponibilità a sostenere una nuova idea di amministrazione, conservatrice nei valori, in primis la famiglia, innovatrice nelle soluzioni. Una sfida insomma anche culturale da combattere ben distanti dalle stanze dei bottoni ma tra la gente che delusa dalla politica tutta ha preferito "non scegliere". Lo sa bene Alemanno che non a caso chiuderà la campagna elettorale nelle piazze delle periferie, lontano dai riflettori dei "big".
Saggi e donne i due assi di Alemanno
Proposte Un comitato strategico e il Campidoglio sarà una casa di vetro
