Politica

Rivoluzione copernicana «salvo intese»

di Sarina BiraghiLa rivoluzione copernicana del governo è racchiusa in due parole: «salvo intese».Non soltanto il Consiglio dei ministri ha varato il suo disegno di legge per l’abolizione «graduale»...

La rivoluzione copernicana del governo è racchiusa in due parole: «salvo intese».Non soltanto il Consiglio dei ministri ha varato il suo disegno di legge per l’abolizione «graduale» (ovviamente niente di tranchant perché ci sono i mutui e i dipendenti...) del finanziamento pubblico ai partiti spalmata nell’arco di tre anni, ma sarà poi il Parlamento ad approvare. Ed ecco la formula magica: «salvo intese» che fa pensare alla più gattopardesca «bisogna che tutto cambi perché niente cambi». Vale la pena ricordare che il finanziamento ai partiti era stato bocciato dal 90% degli italiani in un referendum proposto dai Radicali e datato 1993. Un anno dopo i «nostri» non soltanto ignorarono quel voto ma s’inventarono il «rimborso elettorale». Dal 1994 al 2008, tra elezioni politiche, europee e regionali, i partiti hanno documentato spese per 579 milioni. Hanno intascato rimborsi, udite udite, per 2,2 miliardi, come riporta la Corte dei conti. Alla faccia del bicarbonato, direbbe Totò. E dopo 20 anni, non soltanto non si abolisce proprio niente, ma si cerca come sostituire quell’entrata tra spazi televisivi autogestiti, luoghi per i congressi, esenzioni per le bollette, addirittura immobili del demanio per le sedi. E, ciliegina sulla torta, un 2 per mille che ciascun contribuente può destinare della propria imposta sul reddito a favore di un partito o movimento politico, come si fa per la Chiesa cattolica. E la privacy? E il voto non è segreto? O diventa un tesseramento «sui generis»? Così mentre il ministro Quagliariello è convinto di poter mettere in un fondo per abbattere il debito pubblico quanto si riuscirà a risparmiare di quei contributi ai partiti, saranno ancora una volta i cittadini a dare un impulso all’economia, in particolare all’edilizia specializzata, «approfittando» della proroga dell’ecobonus. Nel 2012 gli interventi per ristrutturazioni che hanno beneficiato del bonus al 50% sono stati oltre 481 mila, per un totale 8,2 miliardi di euro, ora per l’allargamento dello stesso bonus anche agli arredi si muoveranno altri 2 miliardi. Il governatore di Bankitalia Visco dice che con la disoccupazione siamo indietro di 25 anni. Aiutati che Dio ti aiuta, dicevano le nostre nonne. Quelle di tutti gli italiani.

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