«Non è un’abolizione del finanziamento pubblico bensì una modalità diversa, apparentemente meno scandalosa, di continuare a mantenere gli apparati di partito con le tasse degli italiani e a tradire il referendum radicale del 1993. Ancor più scandalosa se si sceglierà il modello truffaldino dell’otto per mille, quello per cui anche le quote di chi non esprime una scelta finiranno ai partiti. Nessun finanziamento pubblico agli apparati, donazioni con tetto massimo solo dai cittadini e non dalle imprese, servizi alla politica garantiti dallo Stato, questo è il modello per voltare davvero pagina». Non usa mezzi termini Mario Staderini, segretario di Radicali italiani. «Invece, l'effetto delle nuove norme sarà di fotografare l'esistente e chiudere ancor più il sistema, aumentando i privilegi solo a chi è in Parlamento. Per questo, considerato anche che nelle Camere non mancheranno i soliti blitz partitocratici, domani (oggi) a Roma lanceremo la campagna per un nuovo referendum che abolisca il finanziamento pubblico una volta per tutte». Staderini lancia anche un appello ai grillini: «Propongo al Movimento 5 Stelle di farla insieme». Netti anche i grillini. «Il ddl di modifica della legge sui rimborsi elettorali è una vittoria morale per il MoVimento 5 Stelle che ha imposto l'agenda politica al Governo, ma è una "legge-truffa", una presa in giro per i cittadini che continueranno a pagare per far campare i partiti. Di fatto a riempire le casse delle forze politiche saranno sempre gli italiani tramite risorse che saranno sottratte al bilancio dello Stato» dicono i deputati del M5S alla Camera. Attacca la capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi: «E alla fine era tutto secondo copione: i partiti aboliscono il finanziamento pubblico (a parole) e lo reinseriscono mascherato da detrazioni sulle donazioni, 2x1000 e detrazioni delle spese per la partecipazione a pseudo corsi di formazione politica organizzati da loro! Come la chiamamo, la scuola Banda Bassotti?». Lombardi su Twitter ha anche scritto che l'unico vero progetto di abolizione del finanziamento è quello dei 5 Stelle. Pone un interrogativo rilevante anche il presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto: «A proposito della bozza sul finanziamento privato-pubblico, quale sarà l'autorità che valuterà se lo statuto di un partito risponde a criteri di trasparenza e di democraticità?». E aggiunge: «Quale che sia questa autorità essa sarà dotata di poteri decisivi sull’assetto democratico». Resta perplesso Giuseppe Calderisi (Pdl): «Questa legge cambia completamente la natura dei partiti. Con dei rischi: i politici saranno capaci di prendere decisioni impopolari quando poi dovranno chiedere i contributi ai cittadini per sopravvivere?».
Per i 5 Stelle è una truffa. Cicchitto: «Chi controllerà gli statuti?»
«Non è un’abolizione del finanziamento pubblico bensì una modalità diversa, apparentemente meno scandalosa, di continuare a mantenere gli apparati di partito con le tasse degli italiani e a tradire...
