Politica

Alemanno e Marino corteggiano Marchini

Trattativa L’imprenditore detta l’agenda «Discontinuità e giunta di alto profilo»

Con Marcello De Vito e la pattuglia grillina fuori - per scelta propria - dai giochi degli apparentamenti, quel suo 9,48% fa gola a tutti. Tanto a Gianni Alemanno (Pdl) quanto a Ignazio Marino (Pd). E lui, Alfio Marchini, i suoi circa 118mila voti intende farli pesare nella Capitale. L’imprenditore candidato sindaco non condivide la scelta di M5S «di non incidere». Al contrario lui nel governo della città vuole esserci. Con i contenuti, non con le poltrone. Così lancia una proposta ai candidati alla luce del sole, «non ci presteremo al cerimoniale degli incontri riservati, perché noi abbiamo sconfitto il consociativismo». Al sindaco uscente di centrodestra e allo sfidante di centrosinistra, Marchini propone dodici punti nel segno della «discontinuità». Dodici impegni concreti, espressione delle indicazioni dei propri elettori. Su questi Marchini si confronterà con Alemanno e Marino in vista del secondo turno del 9 e 10 giugno. Non parla di apparentamento, né di appoggio ma solo di «rispettare le indicazioni ricevute dai miei elettori». Marchini propone un grande piano di manutenzione ordinaria e straordinaria e la richiesta al Governo di congelare per un biennio i 200 milioni di euro che il Campidoglio rimborsa allo Stato ogni anno. Ed ancora: un’Authority che dipenda dal Consiglio comunale per vigilare su ambiente, paesaggio, beni culturali e agricoltura. E poi i grandi temi di internet, turismo, quartieri, lotta all’abusivismo con «poche regole e uguali per tutti», la creazione di un assessorato allo sport e quella di un Fondo «blindato» per disabilità e fragilità sociali. Infine, una squadra di governo di alto profilo che sia inclusiva delle migliori risorse di Roma da presentare prima del ballottaggio. E sulla sicurezza «subito il vigile di quartiere», perché, «non ci sarà mai sicurezza senza prevenzione e senza combattere con tolleranza zero il degrado». L’imprenditore ribadisce di non volere per sé alcun incarico per dedicarsi a radicare il movimento sul territorio, ma promette impegno «in prima persona» in Assemblea Capitolina. L’obiettivo di Marchini è allargare la coalizione che governerà Roma «perché il 20-25% dei romani che ha votato noi e M5S non si riconosce nel centrodestra e nel centrosinistra». Marchini ammette «di essere stato cercato da tutte le parti» ma «cambiamo schema, cambiamo il modo di fare politica. Ha la mia stima chi appoggia i miei punti. Cerco un impegno reale. Apparentamento? È prematuro parlarne, prima vediamo chi risponde». Ma a chi parla Alfio Marchini? «Cerco discontinuità. Sono un uomo di grandissima fantasia, ma oggettivamente mi sembra difficile trovarla in Alemanno - spiega - Noi dobbiamo dar conto a chi ci ha dato un voto non di protesta, ma di proposta. Dobbiamo dare risposte concrete e avere un approccio assolutamente non ambiguo e non politichese. Noi da sempre abbiamo denunciato, in modo assolutamente netto, l’esigenza di una discontinuità forte rispetto all’esperienza che ha governato questa città. Dal primo momento - spiega ancora Marchini - la mia proposta era rivolta a tutti coloro che non si riconoscevano nella deludente esperienza di Alemanno. E lo dico ancora oggi: è necessaria una forte discontinuità. Alemanno ha fatto autocritica e questo è un fatto sicuramente importante, credo che però la discontinuità sia un elemento non facilmente risolvibile». Alemanno quella discontinuità è pronto a prometterla. «Credo che l’appello di Marchini alla discontinuità vada raccolto da parte di tutti - dice il sindaco - Rispetto alla bassa affluenza bisogna introdurre elementi di discontinuità, e io per primo sto lavorando su questo». Le parole di Marchini sono però miele soprattutto per il centrosinistra. «Sono d’accordo con lui - dice Marino - Tutte le forze che vogliono la discontinuità in questo momento devono lavorare». E sull’accordo lascia aperta una porta: «Studierò con attenzione i punti programmatici di Marchini e darò una risposta più compiuta nelle prossime ore. Apprezzo il suo metodo che non è quello dello scambio ma quello dell’interesse della città. Ho letto i punti su ambiente e agricoltura che sono tra i punti centrali del mio programma, così come l’investimento su internet e banda larga, lo sport e la disabilità sociale». Per il segretario del Pd Enrico Gasbarra «la posizione espressa da Marchini è coerente con il suo progetto di cambiamento, di discontinuità per Roma. Il vero cambiamento è la proposta politica e culturale di Ignazio Marino, che ha bisogno delle migliori energie della città e non c’è dubbio che l’esperienza di Alfio Marchini si è dimostrata, nelle proposte e nel consenso, ben radicata e legata nella città».

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