Politica

«Questo è solo l’inizio Una vittoria comunque»

Soddisfatto «Un risultato davvero straordinario Abbiamo sconfitto il consociativismo dei partiti»

Il sogno del ballottaggio è svanito praticamente subito. Ma per Alfio Marchini il bicchiere è mezzo pieno. Anzi, colmo fino all’orlo. La sua lista civica, messa in piedi in tre mesi, ha raggiunto un ottimo risultato (il 7% abbondante), in linea con quello della civica del candidato sindaco di centrosinistra Ignazio Marino ma ben al di sopra di quella del sindaco uscente Gianni Alemanno e di partiti come Sel e Fratelli d’Italia. «Un risultato straordinario», sintetizza l’imprenditore, forte di un voto personale superiore al 9%. Il voto disgiunto ha premiato solo relativamente Marchini - andato sopra le proprie liste del 2% - ma il risultato complessivo è lusinghiero. Tanto da meritarsi i complimenti di Marino. I dati parlano a favore di Marchini. Con un terzo di seggi scrutinati, analizzando il risultato di chi ha votato solo il sindaco, Alfio ha raggiunto 10mila preferenze, Alemanno 15mila, Marino 28mila e De Vito 6mila. «È stato un risultato straorinario, il popolo si è rimesso in marcia, è finito definitivamente il consociativismo - sottolinea Marchini - Non farò il vice di nessuno, guarderemo con massima attenzione ai programmi». Alfio arriva nel proprio comitato elettorale di via Ostiense 88 dopo le 19.30. È stato praticamente irraggiungibile per tutta la giornata. Il candidato sindaco di Roma non perde il suo charme, sorride a tutti e ai cronisti non nasconde la propria soddisfazione. Non sembrano affatto parole di circostanza. «Mi sembra una giornata molto bella, anche se mancano i dati ufficiali - dice - In tre mesi abbiamo messo in marcia un popolo e lanciato un simbolo, quello del cuore, con una campagna non urlata. Mi sembra straordinario, al di là di quello che possono essere i dati finali». «Abbiamo preso - prosegue - un impegno con chi ci ha votato e faremo una battaglia su delle regole chiare. Roma è una città unica, piena di potenzialità. È solo l’inizio, da domani inizieremo a votare online i comitati di tre persone nei quartieri». Sul ballottaggio prende tempo e spiega: «Io non farò il vice di nessuno, abbiamo ancora tempo per decidere, al ballottaggio mancano 15 giorni. Questo 10% di elettori aspetta la nostra coerenza. Saremo inflessibili nel tenere la barra dritta sui valori della campagna elettorale: il nostro impianto etico è chiaro. Noi - conclude - valuteremo con laicità e grande attenzione i programmi. La mia vita la dedicherò agli altri e all’impegno per la politica. Questo è solo l’inizio». Perché una cosa è chiara: «Questa lista civica non si disperderà, un percorso si è messo in moto e abbiamo sconfitto il consociativismo». Il prossimo obiettivo sono le elezioni europee del prossimo anno e, magari, la rifondazione di un polo moderato che possa aggregare la parte dell’Udc che l’ha sostenuto e i montiani. Del resto, lo stesso Monti non ha fatto mancare il proprio endorsement nei confronti di Marchini. E sono tanti i montiani che si sono messi in gioco per lui. Del resto «il risultato, di fronte a un’impresa che sembrava velleitaria, è incoraggiante e positivo. Questo è solamente l’inizio». Anche perché Marchini ai propri elettori fa una promessa, indipendentemente dal secondo turno: «Mi batterò per essere il più possibile influente nel governo di questa città, difenderemo gli interessi di chi ci ha dato la delega. Staremo al centro dell’arena». Ma tra Marino e Alemanno, l’imprenditore rinvia la scelta ai prossimi giorni, ripetendo come un mantra: «Valuteremo con calma, laicità e alla luce del sole come e in che modo poter far valere le nostre istanze nel governo della città». Ai complimenti di Marino («Marchini ha fatto un’ottima campagna elettorale ed è radicato nella città») che suonano come un’offerta di dialogo in vista del ballottaggio dei prossimi 9 e 10 giugno, Marchini risponde: «È un complimento a tutti i giovani e meno giovani, donne e uomini che hanno combattuto come leoni in questi tre mesi. Quindi penso che non sia rivolto a me ma alla gente straordinaria che ci segue e che ci appoggia». Marchini non perde il senso dell’umorisimo e quella dissacrante autoironia che ne ha contraddistinto la campagna elettorale. Così, mentre tutti erano tesi per i risultati elettorali, Alfio scherzava con Arfio, il proprio alter ego su Facebook. Il dialogo è on line su Panorama.it. Arfio propone al candidato l’istituzione della giornata della ricchezza, la liberazione del gatto di Alemanno («Marino è riuscito a resuscitarlo, manco le Hogan c’erano riuscite»), l’annessione di Sabaudia al Campidoglio perché Roma merita quel mare, la tav Roma-Ostia e il baciamano obbligatorio. Anche ad Arfio promette: «Questo è solo l’inizio sotto tutti i punti di vista, come vada vada». Ma è inevitabile che la testa vada al ballottaggio. «Quello che si consegue intorno al 10% è un risultato importante», dice Lucio D’Ubaldo, ex senatore Pd, ora candidato alla presidenza del I Municipio nella lista «Marchini sindaco». Per D’Ubaldo il risultato «dimostra che nonostante la falcidia della partecipazione elettorale, questo movimento, che ha dato una scossa all’elettorato, raggiunge un risultato apprezzabile. I vincitori e gli sconfitti devono misurarsi con la disaffezione, che suona come una campana gigantesca d’allarme nei confronti della classe dirigente nel suo complesso». A chi gli chiede se, di fronte a una possibile apertura di Marino, la lista «Marchini sindaco» sarebbe disposta a discutere un eventuale appoggio al ballottaggio, D’Ubaldo risponde: «Questo non lo diciamo per noi, lo diciamo perché credo che Roma abbia bisogno di stabilità. Chi vince non deve pensare che, con questo dato, con appena la metà degli elettori che si sono recati alle urne, possa mostrare i muscoli. Bisogna capire, invece, che Roma è in crisi e che chi vince deve avere flessibilità». «Non possiamo pensare che la partita finisca qui - aggiunge D’Ubaldo - io credo che il candidato che dovesse uscire da questo primo turno, e Marino è in testa, deve riflettere sul fatto che, se non si ricostruisce un quadro di alleanze, prima nella società, poi nella politica, non si esce da questo marasma». Ma ad aprire a un accordo è anche l’ex Pd ed ex Udc Francesco Smedile, ora candidato in quota Ciocchetti alla presidenza del Municipio XI per il centrodestra. Smedile auspica un accordo tanto a livello comunale quanto a livello municipale con la lista Marchini. Ipotesi poco praticabile però per Alemanno: «Chi ha votato Marchini e M5S lo ha fatto fuori da ogni logica di partit. Anche se i candidati sindaco si schierassero con me, non credo sarebbe automatico che anche i loro elettori si schiererebbero in mio favore. Se il dialogo ci sarà non lo rifiuteremo, ma è fondamentale il dialogo con gli elettori». L’ultima parola spetterà adesso a lui, Alfio.

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