Fateci sognare. Anzi no. Fateci sperare. Oggi come in altre città italiane anche a Roma si vota per il sindaco. A dar retta ai sondaggisti servirà il ballottaggio per sapere chi conquisterà il Campidoglio. A sfidare Gianni Alemanno nella difficilissima amministrazione della Capitale ci sono diciotto candidati, ma la vera partita è a quattro. Non sembra avere molte chance Marcello De Vito, il candidato grillino. Alfio Marchini, imprenditore che ci mette la faccia, ben nota ai romani, per provare a ricomporre quel cuore spezzato dalla cattiva amministrazione degli ultimi 20 anni, "ruberà" voti soprattutto al candidato della sinistra. Ignazio Marino, Pd, è il vero competitor del sindaco uscente, quello che con le sue battaglie civili vorrebbe far fare un salto di qualità "internazionale" a Roma. Infine Alemanno, il sindaco in cerca di riconferma, dopo 5 anni vissuti tra buco di bilancio ereditato, emergenze affrontate e sogni di grandi progetti, vedi Olimpiadi, annullati da politici miopi. Un sindaco uscente dovrebbe avere un tempo supplementare per portare a compimento quello che ha iniziato per la sua città perché potrebbe lavorare fin da subito, senza parlare politichese ma rimboccandosi le maniche e ripartendo per completare o per cambiare dove non ha centrato l'obiettivo. Alemanno vorrebbe fare il bis per una Roma che non è quella da cartolina di Woody Allen ma neanche quella stravaccata e vuota di Sorrentino, ma una capitale fatta di antichità e modernità, di centro storico e periferie, di identità e futuro. Fatta di romani. Quelli che oggi andranno al voto per sperare.
Un’occasione per sperare
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