Politica

«Andiamo avanti nel cambiamento»

GIANNI ALEMANNO Dopo l’esperienza di questi anni possiamo fare un salto di livello Il nostro principale obiettivo: Roma sarà la prima città a uscire dalla crisi economica

Sindaco Alemanno, ha deciso di chiudere la sua campagna elettorale al Colosseo con Berlusconi, un punto di arrivo o un punto di partenza? «Chiaramente un punto di partenza, in vista di un nuovo governo di Roma in cui il centrodestra dovrà dare il meglio di se stesso con tutte le aggregazioni civiche e della società civile che abbiamo realizzato in questi anni. Dal 2008 abbiamo salvato Roma dal buco di bilancio ereditato dal centrosinistra e dalla crisi economica più grande dal dopoguerra. Adesso siamo in grado di portare Roma fuori dalla crisi». In questi ultimi giorni il centrodestra è in ripresa, merito suo o demerito degli avversari? «Merito innanzitutto di Silvio Berlusconi, del Pdl che è in forte ripresa a Roma e in Italia e dell’operazione verità che abbiamo fatto negli ultimi giorni per spiegare l’imponente lavoro che è stato realizzato in questi cinque anni. Infine, la scarsa affidabilità dei miei avversari, persone del tutto estranee alla vita politica, sociale e civile della città una mano ce l’ha data». Il voto nella Capitale è sempre stato un voto di caratura nazionale, ma quello di domenica, considerata la situazione politica generale assume un'importanza se vogliamo maggiore rispetto al passato, qual è il suo auspicio? «Sicuramene è un voto di significato nazionale ma bisogna comprendere che i cittadini di Roma votano sempre con grande spirito di indipendenza e di amore verso la nostra città. Ricordiamo come nel 2008 al ballottaggio ci fu una scelta completamente diversa tra la votazione per il sindaco di Roma e per il Governatore della provincia». Lei chiede la riconferma alla guida del Campidoglio, nonostante le tante difficolta cosa offrirà di nuovo in questi 5 anni? «Dopo l’esperienza di questi anni, possiamo fare un notevole salto di livello nella composizione della squadra di governo e di tutto il nostro gruppo tecnico. Ci siamo già impegnati nel programma a varare una commissione indipendente che valuti tutti i curricula dei dirigenti di Roma Capitale e dei vertici delle municipalizzate che andremo a nominare. Dal punto di vista politico, l’indicazione di Ciocchetti come vicesindaco e l’entrata in coalizione dei Fratelli d’Italia e della Destra di Storace rappresenta un allargamento della maggioranza verso il centro e la destra». Quali gli errori commessi in questi cinque anni? «Un errore sicuramente il pranzo con Bossi, con cui avevo tentato di rasserenare i rapporti con la Lega Nord durante il Governo di centrodestra. Questo non ci ha impedito di affrontare e vincere tutte le sfide con la Lega Nord a cominciare dallo stop ai Ministeri al nord, per passare alla mancata imposizione sul pedaggio sul Gra fino alla scelta di Alitalia di spostare l’asse intercontinentale da Malpensa a Fiumicino». E quali invece gli obiettivi raggiunti? «Abbiamo risanato il bilancio di Roma dopo 12 miliardi e 300 milioni di buco lasciato dalla sinistra, subendo un taglio da 1 miliardo e 450 milioni di euro da parte dello Stato e della Regione Lazio. Abbiamo ottenuto la riforma di Roma Capitale che ci permetterà di governare senza esser ricattati dall’opposizione. Abbiamo ridotto i reati del 14% e portato avanti tutte le infrastrutture di Roma, a cominciare dalle metropolitane e dall’allargamento delle principali vie consolari. Ancora, abbiamo azzerato tuti i costi della politica e delle strutture dell’apparato di Roma Capitale». Lei è il candidato con maggiore esperienza sia politica sia amministrativa, quali obiettivi concreti realizzabili nei primi cento giorni? «Nei primi cento giorni possiamo approvare le 106 delibere urbanistiche bloccate dall’opposizione di sinistra con la presentazione di 274.908 ordini del giorno e emendamenti. Questo ci permetterà di far realizzare 4 miliardi di investimenti privati e creare 60 mila posti di lavoro. Tutto questo per raggiungere il nostro principale obiettivo: Roma sarà la prima città a uscire dalla crisi. Riusciremo a realizzare un’ulteriore spinta verso la sicurezza e la legalità con nuove leggi più severe che ci permettano di sconfiggere la criminalità organizzata e di espellere gli immigrati e i nomadi che non rispettano le leggi di Roma». Un ultimo appello ai romani? «Bisogna andare avanti nel cambiamento di Roma rispettando le tradizioni della nostra città, difendendo i valori fondamentali della persona umana e della famiglia e spingendo verso una profonda modernizzazione della nostra città. I nostri avversari rappresentano soltanto un ritorno indietro a un passato di malgoverno, di debiti e di buonismo che ha creato enormi problemi a Roma». Il ballottaggio tra Lei e Marino sembra inevitabile, quali strategie mettere in campo per vincere il secondo turno? «Ne parleremo alla fine del primo turno, quando avremo letto i risultati».

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