PALERMO Ogni tanto il fratello gli prestava l'auto per muoversi. O, per lunghi tragitti, doveva prendere il pullman. Ma in questo modo non si poteva più andare avanti. E così, il deputato del parlamento siciliano, Antonio Venturino, ha ben pensato (a modo suo), di non restituire più parte del suo stipendio per la nobile causa del M5S, investendo i soldi per l’acquisto di un’autovettura. Come dire, cacciatemi pure dal Movimento, ma ho bisogno di un’auto. E così è andata: fuori dal partito di Grillo, ma dentro una station wagon. Ancora una volta, Venturino, che è anche vicepresidente del Parlamento siciliano, continua a stupire. D’altronde, con il suo passato alle spalle, non può essere diversamente. Ha girovagato per il mondo, facendo il regista, l’attore, il mimo e il drammaturgo. «Ad aprile non mi era rimasto nulla - afferma - mentre con i soldi di maggio ho acquistato una station wagon usata, di colore blu. La userò per viaggiare». Tuttavia, l’ex grillino, sottolinea che «fino a marzo 2013 ho rinunciato al 55% del mio compenso, ma lo scorso mese mi sono trovato in difficoltà». Una storia molto spesso caratterizzata da soldi e scontrini, quella dei grillini. «Sui compensi dei deputati e le indennità di carica abbiamo commesso degli errori di valutazione dovuti all’inesperienza», tiene a precisare. E aggiunge che «col tempo mi sono accorto che la regola della rendicontazione su quello che uno percepisce è sbagliata, stabiliamo una cifra, ma con i propri soldi nella vita privata uno fa quello che vuole». In tal senso, il pensiero di Venturino non è nuovo. L’ha manifestato anche in tempi non sospetti. «Ho provato anche a chiedere un incontro con Grillo - aveva detto alcuni giorni fa - ma "pezzo di merda" è l’unica cosa che mi sono sentito dire da Grillo da quando sono stato eletto». I deputati grillini all’Assemblea regionale siciliana percepirebbero al momento 2.500 euro al netto dei rimborsi, versando il resto dello stipendio in un fondo per il microcredito. Il condizionale è d’obbligo dato che in mano le carte non le abbiamo mai avute. «Ciò che resta in tasca è davvero poco per affrontare l’attività politica», ha spiegato Venturino. A tutt’oggi, dopo che lo hanno cacciato dal M5S per non aver più restituito parte del suo stipendio, i quattordici deputati grillini all’Ars non hanno deposto le armi. Continuano senza segnali di tregua la battaglia contro Venturino. Un vero e proprio scontro che dai media è approdato al Parlamento siciliano. «Le ricordo che lei ha disatteso un impegno preciso in barba a tutti coloro che ci hanno votato, lei ora non rappresenta né il MoVimento, né gli elettori, abbia un sussulto di dignità e si dimetta da vicepresidente». Secco e senza peli sulla lingua, l’intervento del deputato regionale M5S, Francesco Cappello, fatto meno di quarantotto ore fa a Sala d’Ercole. Mirino puntato dritto su Venturino, che stava anche presiedendo l’Aula. «Le ricordo - ha aggiunto Cappello - che lei è stato eletto nelle liste del MoVimento 5 Stelle ed è vicepresidente grazie ai 14 voti del nostro gruppo, non posso chiederle di dimettersi da parlamentare, ma le chiedo coerenza, si dimetta dalla carica di vicepresidente». Un colpo basso, sferrato con rabbia dal deputato grillino, ma raccolto con nonchalance da Venturino che a fine seduta ha chiosato: «Resterò vicepresidente dell’Ars, non intendo dimettermi per non interrompere il lavoro iniziato e gli impegni con i cittadini che a dicembre, se non lavoreremo bene, si ritroveranno con i problemi di sempre, primo tra tutti le scadenze dei contratti dei precari». Un’affermazione senza appello. I grillini possono mettersi il cuore in pace. Venturino, che ormai fa parte del gruppo Misto dall’Ars, d’altronde, punta in alto. Addirittura mira a un suo partito. Un nuovo progetto politico che raccolga le adesioni di coloro che all’interno del MoVimento 5 Stelle, non ne condividono «l’impostazione antidemocratica, la mancanza di dialogo interno oltre che di una strategia senza la quale un partito di maggioranza non riesce ad essere forza di governo». Piccolo siparietto. «Il servizio di Milena Gabanelli? La ringrazio per la sua professionalità. Non è un caso l’avessimo scelta come candidato per la presidenza della Repubblica. Ha sottolineato giustamente quali devono essere le priorità e che importanza destinare alle varie questioni. Il M5S invece continua a perdere tempo». Parola di Venturino.
Il grillino preferisce l’auto al MoVimento
Ventorino è stato espulso dal M5S siciliano per non aver restituito parte dello stipendio. Ora ammette: «Con quei soldi ho comprato la macchina»
