A Piazza San Giovanni a Roma è andato in onda, alla manifestazione della Fiom, lo spot più classico della sinistra italiana. Traducibile in un «abbasso i ricchi e la ricchezza» e «tassare solo quelli che hanno la proprietà dei beni». Un assunto da manualistica marxista leggermente fuori tempo ma valido per tutte le stagioni secondo il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che pur riconoscendo la validità della sospensione della tassa sulla prima abitazione , ha dovuto comunque fare un distinguo ideologico: «L’Imu è stata costruita con i piedi, ma io non penso che si debba cancellare per tutti, il problema è che la ricchezza in questo paese dev’essere tassata» ha detto Landini durante il suo intervento al termine della manifestazione dei metalmeccanici della Cgil. Insomma in un tripudio di bandiere rosse non poteva non essere rispolverato l’armamentario della sinistra più dura e pura. Così Landini ha ben ricordato che «è il lavoro, non l’Imu, la vera priorità». Ma non è mancata anche la stoccata al Partito Democratico. A dirigenti del Pd ha detto che dovrebbe far loro più paura il fatto di essere al Governo con Berlusconi piuttosto che scendere in piazza con i metalmeccanici della Cgil. Il riferimento del segretario Fiom, in una piazza San Giovanni che ha raccolto un corteo di decine di migliaia di manifestanti, era verso il partito guidato da Guglielmo Epifani per aver disertato un’iniziativa che ha voluto essere «per» e non «contro». La Fiom - ha spiegato il segretario Landini - aveva «invitato tutti», ma alla manifestazione ha aderito solo Sel con Nichi Vendola, ha partecipato un gruppo di esponenti M5S e si sono visti solo pochi uomini Pd, fra i quali l’ex ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca che ha salutato Landini all’inizio del corteo, Sergio Cofferati che ha criticato la scelta del segretario Epifani: «Avrei sperato che il mio partito ci fosse», Pippo Civati e Matteo Orfini. Gli altri big erano assenti e Landini lo ha rimarcato invitando «a non avere paura della piazza», dopo che si è trovato il coraggio di «governare insieme a Silvio Berlusconi». Al corteo dei metalmeccanici, di circa 50 mila persone, si sono uniti anche studenti, esodati e pensionati. Una platea eterogenea che ha voluto lanciare un messaggio unico e chiaro al governo guidato da Enrico Letta. «Senza discontinuità rispetto alle politiche inaugurate da Monti e Berlusconi - ha detto Landini - il governo non avrà vita lunga». E probabilmente non avrà vita facile, visto che il segretario generale della Fiom, Landini , si è detto pronto a mettere in campo «ogni iniziativa per determinare un cambio di rotta». Per il sindacato infatti è ineludibile la necessità di dare risposte alle tante vertenze ancora in piedi. Una per tutte è quella delle acciaierie dell'Ilva. Senza evitare di menzionare la Fiat, per la quale la Fiom è tornata a richiedere un tavolo dopo le indiscrezioni, smentite dal Lingotto, di un possibile trasferimento del quartier generale negli Stati Uniti. La manifestazione Fiom non è stata corredata dallo sciopero, come era accaduto nel marzo dello scorso anno. Da allora il bilancio della crisi si è aggravato, con molti degli operai che si sono trasformati in cassaintegrati o disoccupati. Ma la piazza non ha rinunciato a invocare lo sciopero generale. Sono però i temi del decreto approvato dal Cdm venerdì scorso come Imu e Cig ad avere preso spazio nel corso di tutta la manifestazione. L’Imu non è una priorità perché al primo posto delle cose da fare ci sono i temi del lavoro. Il «problema non è cancellare l’Imu per tutti, ma tassare la ricchezza per ridistribuirla, fare investimenti pubblici, dare il via a un piano straordinario per l'occupazione e arrivare al reddito di cittadinanza». Il rifinanziamento della Cig, che ha avuto il via libera dal consiglio dei ministri «è un fatto positivo, ma non è detto che quel miliardo sia sufficiente e, comunque bisogna andare oltre l'emergenza». Se mancavano i big del Pd alla manifestazione c’erano altri volti noti come Stefano Rodotà, Gino Strada e Fiorella Mannoia, intervenuti dal palco
Per la Fiom chi ha casa è ricco e dunque paga
Landini a San Giovanni: non va cancellata a tutti Il patrimonio in questo Paese va sempre tassato
