Politica

Taranto, lasciano anche assessori e consiglieri Pd

Dopo le dimissioni, dal carcere, del presidente della Provincia Florido, lo scandalo ambientale travolge la Giunta. Nell’ordinanza citato anche Vendola, che smentisce: «Nessun coinvolgimento»

Con un fax inviato dal carcere, il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta «Ambiente svenduto», ha rassegnato le dimissioni al segretario generale dell’ente. Contestualmente il prefetto Claudio Sammartino lo ha sospeso dalla carica, in base «all’applicazione delle misure coercitive disposte dall’Autorità giudiziaria». Se Florido non tornerà sui suoi passi entro venti giorni, si giungerà alla nomina di un commissario prefettizio per la gestione dell’ente. Lo scandalo giudiziario che ha visto il presidente Florido arrestato (insieme all’ex assessore Michele Conserva e all’ex dirigente Ilva Girolamo Archina») con l’accusa di concussione in relazione alla gestione da parte dell’Ilva della discarica Mater Gratiae, ha avuto immediati riflessi politici. I consiglieri e gli assessori democrat alla Provincia hanno deciso di rassegnare le dimissioni. Il capogruppo Pd Luciano Santoro ha spiegato che «tale modalità è stata concordata per il rispetto nei confronti dello stesso Gianni Florido», mentre «vicinanza al presidente» è stata espressa dai capigruppo di tutte le forze di centrosinistra. Nel Pd intanto è iniziata la resa dei conti tra l’ala più sensibile alle tematiche industrialiste e quindi più morbida sulla querelle l’Ilva e quella più intransigente ed ecologista. Dura la presa di posizione di Roberto Della Seta, già parlamentare del Pd e presidente di Legambiente dal 2003 al 2007: «Per decenni la sinistra a Taranto ha preferito intrattenere rapporti opachi, talvolta decisamente illegittimi con i padroni dell’Ilva, lasciando che avvelenassero impunemente la città, piuttosto che difendere la salute dei tarantini: insomma ha rinnegato se stessa, la sua stessa ragione sociale». Nell’ordinanza dell’arresto di Florido compare anche il nome di Nichi Vendola, governatore pugliese, citato a proposito di un ipotetico reato di concussione. Vendola ha smentito ogni coinvolgimento: «Stiamo parlando del nulla. L’ordinanza riguarda i permessi e autorizzazioni per discariche che sono di esclusiva competenza della Provincia. Ogni tre mesi i giornali hanno bisogno di tirare fuori la mia presunta violenza nei confronti di Assennato, il direttore generale dell’Arpa, mio pupillo, mio eroe che ho voluto e confermato all’Arpa».

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