Politica

Statali alla riscossa per più soldi in busta

I sindacati: se il blocco dei contratti continua saranno persi 4.100 euro in quattro anni

Quasi archiviata la politica di stretta austerità e aperta la nuova fase della flessibilità controllata dei conti pubblici, ovvero più debito, basta che si resti sotto il 3% del Pil per non far arrabbiare Bruxelles e i mercati, arrivano le prime fatture insolute da pagare. Una di queste è rappresentata dal comparto degli statali che, sotto la paura dello spread e del blocco della finanza pubblica per mancanza di liquidi, avevano mitigato le pretese. Passata la paura ora si rifanno sotto. E, con tanto di cifre alla mano, preparano il pressing al governo per riavviare le complessa trattativa dei rinnovi contrattuali. Ieri a fare i conti sui sacrifici sopportati dai dipendenti della pubblica amministrazione negli anni scorsi è stata la Cgil che ha spiegato che, se fosse confermato il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici anche nel 2014, dal 2010 al prossimo anno gli statali perderebbero complessivamente 4.100 euro medi lordi. La stima è del coordinatore del Dipartimento del pubblico impiego del sindacato, Michele Gentile. Gentile ricorda come «nel 2010, con un’inflazione al 2,1%, si sono perse 50 euro al mese, nel 2011 con i prezzi al consumo al 3,2%, 74 euro al mese e nel 2012 (inflazione al 2,2%), 52 euro. Quindi, tra il 2010 e il 2012 si sono persi circa 3.000 euro». Non solo. Se confermato il tasso d’inflazione al 2%, nel 2013 «si perderebbero altri 600 euro (circa 50 euro al mese) per un totale di 3.600 euro». Infine, nel 2014 (con i prezzi al consumo intorno all'1,6%) qualora proseguisse il blocco degli stipendi, ha concluso gentile «ipotizziamo altri 500 euro (35 euro al mese) e potremmo arrivare a 4.100 euro medie lorde». Per questo la Cgil ribadisce la sua richiesta di proroga dei contratti per i precari, poiché la pubblica amministrazione rischia di non poter garantire i servizi essenziali visto il contemporaneo blocco del turn-over. In quattro anni (2007-2011) sono andati in fumo 150.000 posti di lavoro. Però, anche in conseguenza della spending review, alla fine del 2014 i travet in meno potrebbero essere 400.000. A regime le retribuzioni, secondo il sindacato, per colpa del mancato adeguamento all’inflazione, alla fine del 2013 perderanno circa 200 euro mensili. Tra il 2010 e il 2012 le retribuzioni dei travet non hanno recuperato l’8,1% di aumento dei prezzi che è stato registrato nel periodo (calcolando lo scarto tra inflazione programmata e reale nel precedente biennio). La stima per il costo del lavoro tra il 2011 e il 2014 è di 7 miliardi in meno, da 169 a 162. Ma i dipendenti pubblici hanno dovuto fare i conti anche con il blocco del turn over (fino a fine 2014 si puo’ assumere solo nel limite del 20% dei lavoratori usciti) e quindi con il calo del personale. Tra il 2007 e il 2011, calcola la Ragioneria generale dello Stato, i dipendenti pubblici sono diminuiti di 150.000 unità, passando da 3,43 a 3,28 milioni, con un -4,3%. Tuttavia, il calo dovrebbe essere ancora più consistente negli anni successivi. La Cgil stima 400.000 lavoratori pubblici in meno tra il 2007 e il 2014. Irrisolto, inoltre, il problema del precariato con circa 200.000 tra contratti a termine, lsu, interinali e collaborazioni nel complesso delle amministrazioni. Per questo i sindacati chiedono al Governo il rinnovo immediato dei contratti dei precari che scadono a luglio. Altrimenti, avverte il segretario confederale Uil Antonio Foccillo, «si rischia di non poter dare i servizi essenziali». Infine, Foccillo ha ricordato che esiste un problema di persone vincitrici di concorso pubblico ancora in attesa del badge a causa del blocco del turn over. «Quanto al tema dei salari - sottolinea il sindacalista - diciamo no a un ulteriore blocco dei contratti per il 2014». Per la Cisl funzione pubblica, il governo dovrebbe rinnovare i contratti della pubblica amministrazione in scadenza con il primo provvedimento, quello che dovrà affrontare il nodo delle risorse per la Cig in deroga e l’Imu. Per il rinnovo di quelli in scadenza a luglio servono 150 milioni. Affrontate le emergenze, spiega il segretario generale Giovanni Faverin, sarà necessario trovare le risorse per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici in modo da far ripartire le trattative per tre milioni di lavoratori con le buste paga ferme al 2010.

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