Politica

A Brescia un Cav di lotta e di governo

Oggi userà toni durissimi contro i pm Lealtà a Letta. Ma solo se rispetterà i patti

Oggi in piazza a Brescia, lunedì una riunione con tutti a parlamentari a Milano, in concomitanza con la requisitoria del pm Ilda Boccassini sul processo Ruby. Silvio Berlusconi si prepara a un doppio affondo contro la magistratura, accusata di usare il suo potere per condizionare la politica. Ma il Cavaliere, almeno in questo momento, vuole tenere separati i due piani, quello della battaglia contro i giudici e quello del sostegno a Enrico Letta. Un difficile esercizio di equilibrio anche per tenere a bada le due correnti del Pdl, i falchi – con a capo Daniela Santanché che ha organizzato l’appuntamento di Milano – e le colombe, guidate da Angelino Alfano e Gianni Letta. Nel discorso di oggi ci sarà comunque l’attacco – nonostante in molti nel partito lo abbiamo invitato a non calcare troppo la mano – a quei pm «politicizzati» che lo stanno «braccando» da venti anni, mentre al premier ricorderà che l’appoggio e la lealtà del Pdl all’esecutivo è totale ma gli elettori di centrodestra si aspettano in cambio che vengano rispettati gli accordi e i punti del programma. Primo fra tutti l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e la restituzione della rata pagata l’anno scorso. Chi lo ha incontrato ieri descrive il Cavaliere «caricatissimo» per la manifestazione di oggi a Brescia, pronto a raccogliere la sfida che è convinto gli abbiano lanciato i magistrati con la condanna nel processo di appello Mediaset e con la richiesta di rinvio a giudizio arrivata subito dopo la tribunale di Napoli. Nessuna democrazia può sopportare che la sovranità venga trasferita dal popolo ai pubblici ministeri, sarebbe stato il ragionamento fatto anche oggi con i fedelissimi. «Come sta? È un Berlusconi di lotta e di governo – commenta Daniele Capezzone, fresco di nomina a presidente dalla commissione Finanze della Camera – Quella di domani è la terza manifestazione in piazza che il Pdl organizza in 50 giorni, e a Roma e Bari abbiamo fatto il pienone. Alla faccia di chi ci descrive come un partito di plastica». Oggi, però, la scommessa è più difficile perché la «tappa» di Brescia era stata prima «derubricata» a semplice conferenza stampa a sostegno del candidato sindaco uscente, Adriano Paroli, poi, ieri, è tornata a essere una vera e propria manifestazione. E in sole 48 ore il partito ha dovuto organizzare tutto. Perché Berlusconi – che parlerà in piazza Duomo, davanti al Municipio, verso le cinque e mezza – si aspetta la consueta folla di sostenitori. Quella è la sua pistola carica appoggiata sul tavolo del governo: far vedere che il Pdl è capace di coinvolgere e mobilitare migliaia di cittadini in pochissimo tempo. Una «prova di forza» a sostegno dei sondaggi che danno il centrodestra in costante vantaggio nei confronti del Partito Democratico, secondo l’ultima rilevazione Swg quasi di 4 punti. Un’arma che Berlusconi per ora non vuole usare, convinto che questo esecutivo debba fare le riforme che servono al Paese. Per questo l’ex premier non ha voluto creare altre tensioni nella maggioranza e ha accolto il suggerimento di Gianni Letta di non coinvolgere nella manifestazione di oggi ministri e sottosegretari in modo da evitare imbarazzi e possibili attacchi proprio verso chi è stato chiamato a un ruolo nell’esecutivo. E nessuno di loro sarà presente neppure lunedì a Milano, in una riunione alle 11 allo Star Hotel, dove sono stati chiamati a partecipare tutti i parlamentari e alla quale dovrebbe essere presente anche il Cavaliere. Una convocazione arrivata ieri via sms a fine serata e che ha colto di sorpresa senatori e deputati. Proprio lunedì riprenderà al Tribunale di Milano il processo Ruby e in aula è atteso l'atto di accusa di Ilda Boccassini contro il Cavaliere, la requisitoria finale prima della sentenza.

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