Diceva Beniamino Franklin che in questo mondo non c'è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse. Il primo consiglio dei ministri del governo Letta ha confermato l'aforisma dello scienziato che fu tra i padri fondatori degli Stati Uniti. L'attesa abolizione dell'Imu - che il Pdl aveva posto come condizione irrinunciabile per la nascita del governo - non c'è stata. È stato approvato uno slittamento della prima rata dell'imposta, peraltro limitato alla prima casa. In compenso il governo ha deciso l'eliminazione dallo stipendio di ministri della quota aggiuntiva all'indennità percepita come parlamentari: un provvedimento, giusto, che, però, ha il sapore di una decisione demagogica, perché non incide, se non marginalmente, sul problema della riduzione dei costi della politica. Tanto tuonò, si potrebbe dire, che, alla fine, non piovve. L'ipotesi dell'abolizione dell'Imu, collegata al globale aggiustamento del sistema fiscale, era stata, pur ambiguamente, avallata dal premier tanto da essere divenuta un'aspettativa della popolazione: e non solo dei votanti del Pdl. Il rinvio lascia di fatto le cose, in campo fiscale, come stanno e mina la credibilità di un governo che si rivela assai meno forte di quanto non apparisse all'inizio. Letta ne è consapevole come emerge dalle sue dichiarazioni sul cammino difficile del governo. È probabile che nell'immediato il governo possa superare le fibrillazioni indotte dal provvedimento. Berlusconi, dopo la condanna, non intende provocare la crisi e punta ad accreditare l'immagine di uno statista che antepone l'interesse del paese. Ma il rinvio pone, comunque, un problema politico reale e inquietante, se non addirittura un'ipoteca, sulla vita del governo. Esso, al di là delle motivazioni economiche, riflette le tensioni interne di un Pd in pieno disfacimento. La componente contraria alle "larghe intese" e favorevole a "maggioranze variabili" con i grillini è sempre più agguerrita. È dal Pd che potrebbe venire uno strappo. Il "governo di servizio" non può dormire sonni tranquilli. Letta può rimanere vittima degli intrighi, e degli agguati, dei compagni di partito.
Quell’imposta è un’ipoteca sull’esecutivo
di Francesco PerfettiDiceva Beniamino Franklin che in questo mondo non c'è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse. Il primo consiglio dei ministri del governo Letta ha confermato l'aforisma...