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Acea tradita dagli americani Ma la serie è ancora lunga

La dura legge dei playoff. Quelli in cui tutto torna in ballo, le differenze di classifica si azzerano e i duri cominciano a giocare. Nella serataccia che ha messo l’Acea all’angolo al cospetto di...

La dura legge dei playoff. Quelli in cui tutto torna in ballo, le differenze di classifica si azzerano e i duri cominciano a giocare. Nella serataccia che ha messo l’Acea all’angolo al cospetto di Reggio, in verità di duri coi colori giallorossi se ne sono visti pochini. La pressione è sembrata schiacciare Datome e compagni che sono entrati in campo con le facce di chi ha appena incrociato per strada un orribile spettro. Scarichi e impauriti i ragazzi di Calvani hanno lasciato spazio a una squadra brava a giocare sui limiti di Roma. Frenato il pick&roll, bloccate le bocche da fuoco per la Trenkwlader è stato facile indirizzare la gara. E la vera zavorra, spiace dirlo, per Roma sono stati i suoi americani. Bobby Jones ha osservato da spettatore non trovando spazio (quanto sarebbe servito un 4 che aprisse il campo dalla lunga come ha fatto il dirimpettaio Antonutti) e Phil Goss ha sbagliato molto più del pensabile. Ed ora? Bisogna resettare e ripartire perché domani si torna in campo. Lawal però è claudicante e Taylor ha subito un colpo nel finale. Ma non ci sono alibi. Serve pareggiare la serie per spostarsi a Reggio Emilia con speranze di agganciare la semifinale. E la serie, al meglio delle 7 gare, per ora non boccia nessuno, ma rimanda solo una Virtus impaurita.

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