Politica

Letta porta il governo in ritiro per fare squadra

Domenica e lunedì i ministi all’abbazia di Spineto a «programmare e conoscersi»

La convocazione arriva via Twitter, come da manuale del perfetto leader moderno. Ma l’idea ha il sapore di antichi riti democristiani. Enrico Letta porta i suoi ministri «in ritiro». «Domenica e lunedì - scrive - 24 ore di ritiro in un’abazia in Toscana, solo i ministri. Per programmare, conoscersi, "fare spogliatoio". Ognuno paga per se». Al netto delle lezioni di grammatica (si scrive abazia o abbazia? Il «se» senza accento?) e delle considerazioni sul machismo del premier («fare spogliatoio» è espressione rubata al calcio, e le donne?), la notizia non brilla certo per originalità. E nel giorno dei funerali di Giulio Andreotti la memoria torna al luglio del 1943 e al monastero di Camaldoli dove, al termine di una settimana di studi, un gruppo piuttosto nutrito di cattolici (tra gli altri Andreotti, Aldo Moro e Giorgio La Pira) stilò un documento che influenzò la linea democristiana e la stessa stesura della Costituzione: il codice di Camaldoni. Dopotutto di eremi, abbazie e monasteri è piena la storia della Dc. Non a caso Leonardo Sciascia ambientò in uno di questi ritiri (spirituali) uno dei suoi romanzi più belli, Todo modo . Insomma c’è tanta «democristianità» nella scelta del premier. Come confermano anche i precedenti più recenti. L’ex Dc Romano Prodi, ad esempio, è un patito dei ritiri. Durante il suo secondo governo, tra il 2006 e il 2008, radunò i suoi ministri a San Martino in Campo (Perugia), a Villa Pamphili, alla Reggia di Caserta. Mentre nella precedente esperienza (1996-1998), li aveva portati, c’era anche un poco più che trentenne Letta, al castello di Gargonza (Arezzo). Seminari di approfondimento, tentativi di ricompattare la chiassosa maggioranza di cui disponeva, occasioni per elaborare strategie e idee per il futuro. I risultati sono davanti agli occhi di tutti. Sempre Prodi, allora presidente della Commissione europea, si era presentato a Camaldoli nel 2001 nel tentativo di riverdire, assieme a Francesco Rutelli e alla Margherita (altro rifugio per ex democristiani), i fasti dei tempi che furono. Anche in questo caso gli esiti sono noti. E se Massimo D’Alema nel 1995 aveva radunato intellettuali, storici e politici della sinistra presso la Certosa di Pontignano (Siena), un altro ex Dc come Dario Franceschini, tre anni fa, ha convocato i deputati del Pd per un seminario, ospite il Professore, all’abbazia di Spineto nel comune di Sarteano (Siena). Cioè proprio il luogo dove domenica Letta porterà i suoi ministri e che dell’abbazia mantiene giusto l’«involucro», (dispone di 98 stanze e sale per incontri). Un luogo che il premier, in questi anni, ha frequentato spesso e volentieri per partecipare agli incontri organizzati dall’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. L’iniziativa avviata nel 2003 assieme ai suoi ministri Maurizio Lupi e Angelino Alfano e all’ex leader Pd Pier Luigi Bersani. Per la cronaca va ricordato che in tempi recenti anche Beppe Grillo ha portato i suoi in ritiro a Tragliata, pochi chilometri da Fiumicino. Ma Letta, ne siamo sicuri, farà «giocare» il suo esecutivo con un modulo diverso.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.