Politica

Saccomanni: tempi stretti per cig e occupazione

Prima l’approvazione del Def, il Documento di economia e finanza, poi l’Imu e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Èquesta la tabella di marcia indicata dal ministro dell'Economia,...

Prima l’approvazione del Def, il Documento di economia e finanza, poi l’Imu e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. È questa la tabella di marcia indicata dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che ieri è intervenuto in Aula alla Camera in apertura dela discussione sul Def. «Un altro aspetto prioritario», ha aggiunto il ministro è il sostegno all'occupazione e in particolare a quella giovanile. Il Def 2013 che il Parlamento si appresta a esaminare, ha proseguito, «contiene le linee guida indicate nella precedente legislatura e che il nuovo governo intende perseguire in continuità con il consolidamento finanziario in un'ottica di rilancio del paese. Dal Documento emerge che il processo di sistemazione dei conti pubblici su un percorso sostenibile sia in gran parte completato con successo pur in presenza di un elevato livello del debito pubblico». L'approvazione del Def a saldi invariati consentirà l'uscita dell'Italia dalla procedura europea di disavanzo eccessivo permettendo spazi di flessibilità al governo per finanziare la strategia su cui questo Parlamento ha posto la fiducia. Con l'avallo del Parlamento verrebbe inoltre riconosciuto il percorso di risanamento e la credibilità che l'Italia ha faticosamente riguadagnato sui mercati così come testimoniato dalla riduzione dello spread. Il Governo, ha aggiunto Saccomanni, è al lavoro anche per inserire nel decreto legge urgente le prime misure a sostegno dell'occupazione giovanile. «Le previsioni di crescita dell'economia italiana sono ancora incerte», ha ammesso poi il ministro, sottolineando come queste siano «comunque fortemente influenzate dagli sviluppi della crisi e dall'evoluzione dello scenario internazionale». Nel 2013, ammette il Def, il Pil calerà ancora dello 1,3%, per ripercussione dell'andamento negativo del 2012 sul primo semestre dell'anno in corso; ma già nel secondo trimestre ci sarà una stabilizzazione e, poi, un rimbalzo. Il documento presenta un quadro d'assieme tuttaltro che rassicurante. La disoccupazione, quest'anno, salirà all'11,6%, mentre la stima precedente era dell'11,4%. Nel 2014 essa crescerà ancora allo 11,8%. Era all'8,3% - cioè 3,3 punti in meno - nell'ottobre 2011. La pressione fiscale, si legge ancora nell' «aggiornamento» del Def, salirà nel 2012 al 44%: 1,8 punti in più del 2011. La riforma Fornero delle pensioni non ha migliorato il bilancio, perchè la spesa pensionistica sale di 5,7 miliardi, toccando il 16,2% del Pil, contro il 15,9% dell'anno prima. E non si ridurrà nel 2014. Queste stime su disoccupazione, pressione fiscale e spesa per le pensioni potrebbero peggiorare senza la ripresa del Pil.

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