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Kyenge: sì allo Ius soli Scontro col Pdl

Che possibilità ha di passare la legge sullo «Ius soli», che renderebbe cittadini italiani i figli che nascono sul suolo dell’Italia da immigrati? «Difficile dirlo, questo è un governo di...

Che possibilità ha di passare la legge sullo «Ius soli», che renderebbe cittadini italiani i figli che nascono sul suolo dell’Italia da immigrati? «Difficile dirlo, questo è un governo di responsabilità e le cose vanno condivise, non è una priorità del mio ministero, ma della società civile». Così a «In 1/2 ora», su Rai 3, Cecile Kyenge, neo ministro dell’Integrazione. Per trovare i numeri necessari «bisogna lavorare molto. Noi che siamo nelle istituzioni dobbiamo interpretare la società civile e cosa comunica il Paese che cambia», ha aggiunto. Se non fosse approvata? «Non ho valutato in questo momento la mia possibilità di dimissioni. Bisogna lavorare su un disegno di legge con tutti, insieme, già nelle prossime settimane», ha detto Kyenge, che ha aggiunto: il reato di immigrazione clandestina «dovrebbe essere abrogato». Non sono mancate le polemiche: «Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri del governo. Quello del ministro Kyenge, che annuncia urbi et orbi che il reato di immigrazione clandestina andrebbe abrogato ed un ddl sullo ius soli nelle prossime settimane, è soltanto l'ultimo episodio. Ma è sintomatico di un atteggiamento che non tiene in alcun conto il ruolo del Parlamento e il necessario coordinamento con i capigruppo della maggioranza, richiamato espressamente dal presidente del Consiglio nel suo intervento» afferma in una nota il presidente dei senatori del Popolo della Libertà Renato Schifani. Ancora più netta la senatrice del Pdl Anna Maria Bernini: «Le opinioni politiche di Cecile Kyenge su cittadinanza e reato di immigrazione clandestina sono perfettamente legittime se espresse a titolo personale, ma fuori luogo se pronunciate nelle vesti di ministro della Repubblica in un governo di coalizione che vive anche grazie al sostegno del Pdl, e ai suoi voti sui singoli provvedimenti». «Il ministro Kyenge insiste. Ma una cosa è voler rafforzare le politiche di integrazione garantendo diritti agli immigrati regolari, un’altra imporre lo ius soli» attacca il senatore Maurizio Gasparri.

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