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Confindustria: contro il credit crunch più Bond e strumenti innovativi

La scarsità di credito bancario frena gli investimenti e la crescita. Serve nuova finanza per le imprese, insieme a interventi diretti a sbloccare il circolo vizioso credit crunchrecessione. Il...

La scarsità di credito bancario frena gli investimenti e la crescita. Serve nuova finanza per le imprese, insieme a interventi diretti a sbloccare il circolo vizioso credit crunchrecessione. Il fabbisogno finanziario per maggiori investimenti delle imprese può essere stimato in 90 miliardi in 5 anni. Questi nuovi finanziamenti vanno trovati aprendo canali alternativi a quello bancario, da tempo individuati ma mai diventati realmente efficaci. È la strada che indica il Centro Studi di Confindustria in merito ai possibili strumenti di finanza alternativa per le imprese. Bisogna superare i tradizionali limiti di accesso delle aziende italiane ai mercati, spiega Confindustria. Maggiori risorse devono venire dal capitale proprio delle imprese. Ciò richiede il rilancio di vari strumenti. La crisi ha frenato in Italia lo sviluppo del mercato del private equity, importante per le Pmi che non accedono alla Borsa. Anche l'espansione degli strumenti ibridi di capitale, come il mezzanine finance, va rilanciata. Le emissioni di obbligazioni corporate sono limitate alle grandi aziende e di recente poche sono riuscite a raccogliere fondi per importi significativi: bisogna sostenere tale mercato e farvi accedere anche le Pmi, sfruttando i nuovi mini bond, è la ricetta di Confindustria. È necessario far ripartire le cartolarizzazioni, concentrandosi su quelle relative ai prestiti alle piccole e medie imprese. Bond di distretto e finanza delle reti di impresa sono strumenti utili e ancora poco sfruttati. Il maggior ricorso delle aziende italiane ai canali di finanziamento alternativi trasformerà nel medio-termine anche il rapporto banca-impresa, continua il Csc. Attraverso rating più alti, contribuirà a far rifluire il credito. Prezioso il ruolo che possono giocare Confidi, Fondo Centrale di Garanzia e Cdp nel sostenere l'accesso al credito con la concessione di garanzie. Le proposte del Centro studi di Confindustria prevedono di accrescere il capitale proprio delle imprese, rafforzare la misura Ace; rilanciare il mercato del private equity e del mezzanine finance; diffondere l'uso dei «mini bond» per l'accesso delle Pmi al mercato obbligazionario; far ripartire le cartolarizzazioni di prestiti alle Pmi, anche con garanzia pubblica; promuovere i bond di distretto e di territorio e la finanza delle reti di impresa; aumentare per le banche la deducibilità di accantonamenti per rischi e interessi passivi. Infine rafforzare i Confidi e l'intervento di Cassa Depositi e Prestiti e Fondo di Garanzia; creare istituti specializzati nella raccolta e nel credito a medio-lungo termine.

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