Politica

Stop dell’Imu a giugno Resta il saldo a dicembre

Le misure Reddito minimo per i bisognosi, priorità agli esodati fisco leggero per chi assume. C’è l’incognita della copertura

Salta la prima rata dell’Imu sulla prima casa fissata per giugno e l’aumento dell’Iva viene congelato. Il Pdl incassa la prima vittoria. Gran parte del programma che il premier Enrico Letta ha presentato alle Camere recepisce le richiese del centrodestra sia per la parte fiscale che per quella sull’occupazione. Dal Pd accoglie il reddito minimo per le famiglie bisognose e con figli. Ma Letta ha anche voluto mettere la propria firma a una misura che ha colto di sorpresa la sua squadra, ovvero l’abolizione del doppio stipendio per i ministri parlamentari. La parte più corposa del programma di governo è dedicata al fisco e al lavoro. Letta sciorina una dopo l’altra le misure che dovrebbero allentare la morsa delle tasse, riattivare i consumi e quindi rimettere in moto l’economia. Non dice però tempi, modalità e soprattutto coperture. Tranne che per l’Imu e l’Iva, per le quali le scadenze sono note, per gli altri provvedimenti il premier non è andato oltre il titolo. La grande incognita è il costo del programma che si annuncia molto oneroso e la cui copertura resta al momento affidata a una generica indicazione di incremento della lotta all’evasione e di una più severa politica di tagli alle spese pubbliche. Solo la prima rata dell’Imu costa 2 miliardi mentre l’abolizione dell’aumento dell’Iva pesa per circa un paio di miliardi. Se a questi aggiungiamo alcuni temi che devono avere la corsia preferenziale come il rifinanziamento della casa integrazione in deroga, il problema degli esodati e la sistemazione dei precari della pubblica amministrazione (150.000 contratti che scadono a luglio) il conto sale tra i 10 e i 20 miliardi. Su questo piano Letta si confronterà con le cancellerie europee per convincerle ad avviare una politica di crescita. Oggi sarà a Berlino dalla Merkel domani vedrà Van Rompuy e giovedì Barroso. Ma vediamo in dettaglio i punti del programma economico. Fisco e immobili - Sia chiaro: l’Imu non viene abolita. Al momento è prevista solo la sospensione dell’acconto di giugno dell’imposta sulla prima casa. Il mancato gettito sarà di 2 miliardi. Resta confermato il saldo di dicembre. Di qui a fine anno il governo dovrà decidere come ricalibrare l’imposta. Non solo. Dovrà dare indicazione ai Comuni su come procedere. Entro i primi di maggio i Comuni dovevano comunicare le delibere alle Finanze con l’aggiornamento delle aliquote (questo è stato stabilito con il decreto sulla Tares). Invariata la situazione fiscale per gli altri immobili e per i fabbricati. Letta parla della necessità di una «politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell’edilizia, con includere incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie. E poi bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa: intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti». Si lascia intendere che la revisione dell’imposta potrebbe prendere in considerazione il reddito del proprietario e quindi sarebbero esclusi dall’imposta sulla prima casa non tutti i proprietari ma solo quelli con redditi bassi. Dalle parole di Letta emerge anche l’ipotesi di una revisione della tassazione sugli immobili locati. Per questi l’Imu ha di fatto annullato i vantaggi della cedolare secca. Il premier rilancia la lotta all’evasione «ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi». Lavoro - Letta ha indicato come obiettivo la riduzione delle «restrizioni ai contratti a termine», aiuti fiscali alle imprese che assumono i giovani a tempo indeterminato e riduzione del costo del lavoro. Poi una «moderna politica industriale che valorizzi le piccole e medie imprese». Welfare - Per evitare il fenomeno di lavoratori anziani di difficile ricollocazione, saranno studiate forme di gradualizzazione del pensionamento, come l'accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con penalizzazione. Poi estensione degli ammortizzatori sociali ai precari.

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