Politica

Letta: «Stop alla rata di giugno dell’Imu»

Nel discorso alla Camera il presidente del Consiglio apre a una politica di riduzione fiscale. Poi annuncia l’abolizione dello stipedio ai ministri e «minaccia» il Parlamento: «Senza riforme pronto a trarre le conseguenze»

Stop alla rata dell’Imu di giugno, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, riforme istituzionali nel giro di 18 mesi, «altrimenti ne trarrò le dovute conseguenze». Il discorso col quale Enrico Letta ha chiesto la fiducia alla Camera dei Deputati ha toccato tutti gli argomenti più sensibili della vita politica italiana ed è stato accompagnato da numerosi applausi dei parlamentari, specie quando Letta ha ringraziato per l’incarico Giorgio Napolitano e ha inviato un messaggio di solidarietà ai due carabinieri rimasti feriti nel corso della sparatoria di ieri davanti Palazzo Chigi. «Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a Giorgio Napolitano per lo straordinario spirito di dedizione verso la comunità nazionale con cui ha accettato il secondo mandato» ha esordito il presidente del Consiglio, aggiungendo un tributo anche per Pier Luigi Bersani, «che mi ha accompagnato con lealtà in questo passaggio». «Mi rivolgo a quest’Aula con il linguaggio della verità» ha continuato, di fronte al «momento eccezionale» che vivono l’Italia e l’Europa e che ha portato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad accettare la riconferma al Quirinale. Una situazione che rappresenta un’«ultima opportunità». «Le politiche per la crescita non possono più attendere» ha aggiunto introducendo i temi economici. «Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile e quello sui giovani neo assunti». Introdurremo «una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi sull’edilizia», a partire dal «superamento dell’attuale sistema di tassazione della prima casa», in vista de quale ci sarà «lo stop al pagamento della rata Imu di giugno in attesa di rivedere il sistema di tassazione della casa". Anche se è stato fermo il punto che la riduzione fiscale «andrà di pari passo con quella dell’indebitamento». Poi è arrivata la parte riguardante i costi della politica. «Il primo atto che compierò - ha spiegato Letta - sarà l’abolizione dello stipendio per i ministri parlamentari». «Il finanziamento pubblico ai partiti va cancellato» ha aggiunto. Infine ha auspicato la cancellazione delle Province e ha chiesto di procedere rapidamente, attraverso la creazione di una convenzione per le riforme, al necessario aggiustamento istituzionale dell’Italia. A partire da una nuova legge elettorale. Dalle 20 il voto di fiducia alla Camera.

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