L’Europa dovrebbe guardare di più alla crescita. Non è la prima volta che il Fondo Monetario internazionale striglia Bruxelles a mettere al centro della propria agenda economica lo sviluppo magari allentando la presa sull’austerità. Washington teme che la ripresa che sta ripartendo negli Usa possa trovare un freno nella politica rigorista dell’Eurozona, dominata dai diktat di Berlino. «L'Europa deve mettere in campo azioni decise per rafforzare le prospettive di crescita ed evitare il rischio di stagnazione» ha detto il numero due del Fmi David Lipton. In un intervento a Londra, riconosce «i passi importanti compiuti nell'area Euro» per affrontare la crisi e evidenzia «l'urgenza di altre riforme per mettere la crisi nello specchietto retrovisore e tornare alla crescita e alla creazione di posti di lavoro». Nella sua analisi, Lipton ricorda che «il rischio di stagnazione non è remoto di fronte a crescita debole, mercati frammentati, bilanci non in equilibrio e riforme lasciate a metà». Per evitarlo «l'Europa deve agire su diversi fronti». A partire dal fatto che la Bce deve «mantenere la sua politica molto accomodante» e, per eliminare la frammentazione del mercato, «dovrà ricorrere a nuove misure non convenzionali». Così come la vigilanza unica bancaria è considerata «un passo chiave». Il direttore dell’istituto di Washington Christine Lagarde ha raccomandato all’Eurozona di dosare meglio il rigore. Soprattutto in alcuni Paesi dell'area euro, dice, «è giusto continuare il consolidamento fiscale, ma è altrettanto auspicabile dare ossigeno alla crescita». I Paesi insomma devono fare i loro compiti a casa, ma «a un passo bilanciato e, soprattutto, evitando pericolosi rush che rischiano di comprimere troppo le attività economiche e le possibilità di ripresa». Lagarde, come in passato, non sembra voler rinunciare all'ottimismo: oggi «il mondo è meno in pericolo» ripete dicendosi «assolutamente ottimista sul futuro dell'economia mondiale». Il Fmi vede spazio per ridurre ulteriormente i tassi d'interesse nell'Eurozona anche se la questione «cruciale» sarà quella di garantire «una trasmissione fluida ed appropriata» della liquidità tra Bce e banche e tra banche stesse. «La Bce è una di quelle che chiaramente ha ancora spazi di manovra - ha affermato Lagarde - e deciderà lei, in tutta autonomia quando sarà il momento di utilizzare questo spazio per ridurre i tassi di interesse». Lagarde insiste però sull'importanza di una corretta trasmissione della politica monetaria dell'Eurotower alle banche.
«L’Europa deve preoccuparsi di più della crescita»
L’Europa dovrebbe guardare di più alla crescita. Non è la prima volta che il Fondo Monetario internazionale striglia Bruxelles a mettere al centro della propria agenda economica lo sviluppo magari...
