Politica

Un governo alla tedesca Larghe intese con Pd, Pdl e Scelta Civica

Oggi le consultazioni, tempi stretti per il premier In pole position Amato ma vuole garanzie dal Pd

Un governo di larghe intese con Pd, Pdl, Scelta Civica e forse la Lega, in tempi brevissimi. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso di insediamento di fronte al Parlamento, non indica nomi e formule per dar vita ad un esecutivo, ma è netto nell'affermare che esso dovrà basarsi su un'ampia convergenza tra le forze politiche, per risolvere i problemi del Paese. L'obiettivo di Napolitano è un nuovo governo entro la fine della settimana, dopo un rapido giro di consultazioni di un giorno, un giorno e mezzo, con le rappresentanze parlamentari. Si comincia questa mattina quando il capo dello Stato riceverà i presidenti del Senato Grasso e della Camera Boldrini. Il patto implicito con i partiti che gli hanno chiesto di accettare un mandato bis, è quello del coinvolgimento di tutte le forze. Napolitano pensa a un governo politico, non tecnico e quindi con il coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei partiti a prescindere dal «patto» che questi hanno sottoscritto con i propri elettori. Il totonomi per il governo è già cominciato. Decisivo sarà il profilo del premier. Per Palazzo Chigi resta favorito Giuliano Amato a cui Napolitano, non è un mistero, riconosce caratura politica e istituzionale e competenze in campo economico oltre che l’elevato standing internazionale. Amato si sarebbe sentito più volte ieri con il Capo dello Stato, avrebbe spiegato di essere a disposizione, anche se alle forze politiche chiederebbe garanzie precise. La verifica sui numeri si capirà già oggi durante le consultazioni. C’è chi accredita la tesi che un domani potrebbe poi essere proprio Amato a prendere l'incarico che lascerà Giorgio Napolitano, soprattutto qualora non dovesse andare in porto la riforma del semipresidenzialismo. Ma su il Dottor Sottile non tutto il Pd converge e soprattutto non c’è accordo tra i democratici e il Pdl sulla forma del governo. Sarà la direzione del Pd, fissata per oggi, a chiarire se dare il consenso ad un esecutivo politico. Sono soprattutto gli ex popolari a spingere per questa soluzione consapevoli che andare al voto, spiegano, sarebbe folle e per di più tifare per un governo tecnico o di ministri d'area lascerebbe a Berlusconi la golden share su tutto. Il Cavaliere, infatti, ora vuole passare all'incasso, accreditarsi come colui che ha indicato, responsabilmente, la strada per uscire dall'impasse. Vuole una soluzione di «alto profilo», un esecutivo politico. Il Cavaliere alza la posta: in via dell'Umiltà si punta a guidare il timone della politica economica del governo. Berlusconi vorrebbe un ruolo chiave per Gianni Letta. Oltre ad Amato resiste in ogni caso il nome di Enrico Letta (rilanciato ieri anche da Renzi), visto che è lo stesso Angelino Alfano a spiegare ai cronisti che il governo dovrà rappresentare l'esito delle elezioni. Nel totopremier è spuntato anche il nome di Corrado Passera e di un outsider, Enrico Giovannini, presidente dell'Istat. In ogni caso resta lo schema dell'esecutivo politico, anche se i vicepremier potrebbero non essere Enrico Letta e Angelino Alfano. L'unica eccezione potrebbe riguardare il dicastero degli Interni (favorita Anna Maria Cancellieri) e il ministero dell'Economia: per via xx settembre si continuano a fare i nomi di Padoan, Saccomanni e Salvatore Rossi. In calo, nonostante il gradimento del Cavaliere, anche le quotazioni di Luciano Violante alla Giustizia (non si esclude il nome di Paola Severino) mentre altre fonti parlamentari rilanciano l'ipotesi di un coinvolgimento nel governo di Fabrizio Barca. Per gli Esteri, si parla di una partita a due Monti-D'Alema anche se quest’ultimo sarebbe meno favorito. Per i ministeri potrebbero essere pescati alcuni saggi nel pool voluto da Napolitano per definire le linee programmatiche che dovrebbero essere alla base dell’agenda del nuovo governo. Si fanno quindi i nomi del montiano Mario Mauro, del leghista Giorgetti, del Pdl Quagliariello. Ci potrebbe essere anche la conferma di Moavero agli Affari europei. La Lega conferma il suo veto su Amato, ma in realtà non avrebbe nessun interesse a entrare nel futuro governo. Il Carroccio preferisce tenersi le mani libere, perchè mira a presidenze di commissione di peso, in particolare il Copasir.

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