Il partito è in subbuglio. In Sicilia si susseguono manifestazioni di protesta contro i vertici nazionali, da Trapani a Catania. I giovani (e non solo) del Partito Democratico sono sul piede di guerra contro un eventuale governo con il Pdl. I malpancisti occupano sedi di partito, invadono la rete con cinguettii e gruppi Facebook i cui membri continuano a crescere a ritmo sostenuto. Pagine piene di post di militanti delusi. La sezione di Chiaramonte Gulfi (Rg) annuncia l’autosospensione ed invita «tutte le altre sezioni d’Italia a fare lo stesso». «Buttiamo fuori i vari Fioroni, D’Alema e chi ha distrutto il partito». È un refrain. A Palermo, invece, i giovani del Pd hanno occupato la direzione regionale, barricandosi all’interno. «Presidiamo la sede del nostro partito da coloro che, non ascoltando la base e le istanze della giovanile, hanno portato il Pd e la nazione allo sfascio», recita una nota. «Il Pd e la sinistra siciliana sembrano in catalessi: nessuna capacità di incidere sulle scelte nazionali e sul governo regionale», rincara Giuseppe Riccio, dirigente Democratico. Insomma, Il day after del Pd è un risveglio amaro. Anche in Sicilia. Il governatore Rosario Crocetta (grande elettore), mette benzina sul fuoco, quando si parla di franchi tiratori all’interno del partito. «Chiedetelo a Renzi che lo sa bene», chiosa. Ritorna alla carica: «E gli altri chiedeteli a D’Alema». C’è chi giura che Crocetta sia già salito sul treno di Fabrizio Barca, sempre più convinto di prendere il timone in mano. Di certo, l’amicizia tra i due è più che salda. Intanto, anche sull’isola, scalpitano i renziani. Uno dei leader, il deputato nazionale, Davide Faraone, ribatte alle affermazioni di Crocetta: «Mi meraviglio che ancora lo si prenda sul serio». Lui, comunque, ha un’idea dei "traditori": «C’è un gruppo dirigente cha ha sostenuto Bersani in maniera finta su tutte le sue scelte. È da lì che sono arrivati i franchi tiratori». Un partito in frantumi. Anche i pezzi da novanta sono in fibrillazione. Uno tra questi, il deputato regionale Antonello Cracolici. «Il Pd rischia di implodere per una paralisi evidente. Il tema che si pone a Roma non è diverso a Palermo - sottolinea l’ex capogruppo all’Ars -. Un partito che non ha una visione comune non è un partito». Poi minaccia Crocetta: «Forse in Sicilia è necessario avviare il tempo delle riflessioni su come andare avanti alla Regione. Il Pd batta un colpo». In ogni caso, «il partito è da rifondare non solo nell’organizzazione, ma anche nella proposta politica».
Il partito implode e la resa dei conti coinvolge anche Crocetta
Gaetano Mineo Il partito è in subbuglio. In Sicilia si susseguono manifestazioni di protesta contro i vertici nazionali, da Trapani a Catania. I giovani (e non solo) del Partito Democratico sono...
