Politica

Al primo posto del nuovo Esecutivo emergenze economiche e riforme

I punti sono quelli indicati dai saggi. Alcuni di loro nei ministeri

Il presidente Napolitano è già al lavoro. Domani il Capo dello Stato comincerà le consultazioni dei partiti con l’obiettivo di dare l’incarico nella seconda metà della settimana e varare il nuovo governo entro la fine del mese. Napolitano vuole fare presto. I nomi per Palazzo Chigi già circolano e questa volta i giochetti di sponda dei partiti dovrebbero essere ridotti al minimo. In pole position ci sarebbero Enrico Letta e Giuliano Amato come premier e Angelino Alfano come vicepremier. Ma Amato non è gradito a tutto il Pd e su Letta si sono schierati contro i renziani e i «giovani turchi». Potrebbe esserci anche un secondo vice con Mario Mauro, personalità di spicco di Scelta Civica. Ma si continua anche a fare il nome di Anna Maria Cancellieri. Alla Farnesina potrebbe andare Mario Monti. Qualche saggio del pool che ha messo a punto le linee guida con le priorità per il Paese, voluto da Napolitano, potrebbe essere pescato per un ministero. Gaetano Quagliariello è favorito per il dicastero delle Riforme. Il governo essendo sostenuto da quattro partiti (Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica) conterrà personalità di loro provenienza ma potrebbe esserci anche qualche tecnico magari ripescato dal governo di Monti. Per il ministero dell’Economia, strategico e centrale nell’Esecutivo, si fa il nome di Salvatore Rossi, membro del Direttorio di Bankitalia. Allo Sviluppo Economico o la conferma di Corrado Passera o il democratico Boccia o il renziano Delrio. Agli Interni potrebbe essere confermata Anna Maria Cancellieri e agli Affari europei il montiano Enzo Moavero. Berlusconi punta a mettere Gianni Letta come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il programma è già pronto nelle linee fondamentali: sarà quello messo a punto dai saggi. Due gli obiettivi del nuovo governo: affrontare le priorità dell’economia e la riforma della legge elettorale. Per l’economia oltre alle linee indicate dai saggi ci sono una serie di priorità che attendono una risposta immediata. Si tratta del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, del problema degli esodati e dell’accelerazione del rimborso dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese. Secondo i dati della Cgil, sono circa 500 mila i lavoratori che rischiano nei prossimi mesi di non ricevere la cassa integrazione. In questo scenario tutt'altro che confortante per l'occupazione, i soldi per finanziare la Cig stanno purtroppo per giungere agli sgoccioli: non per tutti i lavoratori, ovviamente, ma per quel mezzo milione di dipendenti che, secondo i dati dell'Inps rielaborati dalla Cgil, stanno svolgendo la cassa integrazione a zero ore. Il ministro del Lavoro uscente Elsa Fornero nell’ultimo incontro con le parti sociali ha detto che quest’anno serviranno non meno di 2,3 miliardi. Poi c’è la questione degli esodati. Nel limbo (senza pensione e senza lavoro) sarebbero tra 360 e 390mila persone ma per costoro non c’è traccia di risorse nel Def. Nel documento dei saggi viene prevista la riduzione della spesa pubblica per abbassare le imposte su famiglie e imprese e bocciato il reddito minimo perché «oneroso». Per il capitolo fiscale i saggi sollecitano di riprendere i negoziati bilaterali con la Svizzera per un accordo di trasparenza ai fini della tassazione dei redditi transfrontalieri di natura finanziaria. In parallelo, il Governo può attivarsi in sede Ue. Fra le proposte dei saggi, un nuovo sistema elettorale misto con alto sbarramento e premio di governabilità, una sola Camera politica e Senato delle Regioni. Sulle incompatibilità o ineleggibilità dei parlamentari, decisioni a un giudice terzo. Inevitabile per i saggi il finanziamento pubblico ai partiti. Il Pdl vorrebbe che si creasse una vera Costituente per varare le riforme necessarie per cambiare la Charta.

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