«Un applauso straordinario e meritato, l’omaggio a una grande personalità politica, al lavoro svolto negli ultimi sette anni e la fiducia nell’azione che svolgerà nei prossimi giorni per traghettare il paese fuori da questa crisi politica». Mariastella Gelmini, ex ministro e deputato Pdl, è appena uscita dall’Aula di Montecitorio dove è appena terminato lo spoglio dei voti che ha sancito la conferma di Napolitano al Quirinale. Una standing ovation che può apparire anche un gesto di resa dei partiti che non sono riusciti a esprimere un nuovo presidente della Repubblica, non le pare? «Non la vedo così. È stata una scelta di alto profilo, meditata, di grande qualità in un momento in cui il Paese ha bisogno di una guida autorevole. Ed è anche il riconoscimento del ruolo svolto da Napolitano, personalità super partes, guidato solo dall’amore verso il Paese, profondo conoscitore delle procedute della Costituzione. Napolitano ha fatto onore alla politica e questo gli è riconosciuto dall’alta popolarità che secondo i sondaggi sfiora l’80%. Napolitano ha salvato la democrazia in questo Paese che ha assistito a uno spettacolo indecoroso. Mi auguro quindi che questo sia l’inizio di un clima diverso in cui il dialogo politico non si basi sulla delegittimazione dell’avversario e su una conflittualità permanente». Il MoVimento 5Stelle non ha applaudito, potrebbe creare problemi per la formazione del nuovo governo? «Credo che i grillini abbiano sbagliato a non applaudire innanzitutto come forma di rispetto a una istituzione. Non mi preoccupa la manifestazione di Grillo davanti a Montecitorio, anche noi del Pdl abbiamo manifestato durante la votazione a Prodi. Quello che mi preoccupa sono i toni della manifestazione; c’è violenza verbale che non prelude a nulla di buono. E poi non si può mettere sotto sequestro il Parlamento. Siamo stati costretti a uscire da un ingresso secondario». Nel nuovo governo ci saranno ministri del Pdl? «Non spetta a me ma al presidente Berlusconi fare una valutazione su questo tema. Napolitano quando ha accettato lo avrà fatto gratificato dalla stima che molti nutrono per lui e spinto dalla preoccupazione per il futuro del Paese e dallo spirito di servizio nei confronti del Paese». Che ruolo avrà il Pdl nella formazione del prossimo governo? «Napolitano troverà da parte del Pdl massima collaborazione e disponibilità a mettere al primo posto l’interesse dell’Italia.». L’agenda sarà quella delineata dai saggi? «I saggi hanno dato un contributo, ma oggi il senso di responsabilità lo deve dimostrare la politica. È urgente infatti procedere in Parlamento alla riforma della legge elettorale, così come sono urgentissime le risposte alle emergenze economiche. Per il resto, è basilare quanto ha ricordato il Presidente Napolitano: i partiti devono essere responsabili e mettere al primo posto il Paese. Serve uno scatto di reni e finalmente una prova di buona politica».
Gelmini: «Aiuteremo il Colle»
La deputata Pdl: «Le urgenze sono la riforma elettorale e le risposte da dare alle emergenze dell’economia»
