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La quarta votazione rischia di slittare a sabato

La quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica potrebbe slittare a sabato. Inizialmente la riunione congiunta dei capigruppo di Camera e Senato aveva stabilito che si sarebbe...

La quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica potrebbe slittare a sabato. Inizialmente la riunione congiunta dei capigruppo di Camera e Senato aveva stabilito che si sarebbe proceduto a due votazioni al giorno. Ma oggi alle 9.40 è stata convocata una nuova riunione congiunta dei capigruppo: in quella sede un capogruppo potrebbe chiedere lo slittamento e si potrebbe dunque passare a una nuova decisione. L’istanza di slittamento che sarà portata alla conferenza dei capigruppo è partita dal Pd. La richiesta è di uno slittamento di qualche ora, dunque la quarta votazione potrebbe essere nel tardo pomeriggio, si è ipotizzato alle 8 di sera, o direttamente sabato. I capigruppo del Pdl Schifani e Brunetta, però, hanno espresso la loro contrarietà a ogni ipotesi di slittamento della quarta votazione. «Mentre il Paese, a 52 giorni dalle elezioni, è ancora in attesa di un governo - scrivono in una nota - non si possono compiere manovre dilatorie anche per la scelta del capo dello Stato solo perché il Pd deve risolvere i suoi evidenti e gravi problemi interni. I presidenti di Camera e Senato hanno già calendarizzato le votazioni, stabilendo che ne avvenissero due al giorno, alle 10 e alle 15.30. Chi deve convocare assemblee di gruppo può farlo di sera, di notte o in orari che non confliggano con tale calendario». La terza votazione, invece, resta confermata per stamattina a partire dalle 10. Sarà ancora necessario il quorum dei due terzi dell’assemblea, pari a 672 voti. Dal quarto scrutinio, invece, sarà necessaria solo la maggioranza semplice, ovvero la metà più uno degli aventi diritto. In questo caso il quorum scende a 504 grandi elettori. Eventuali assenze non determinano l’abbassamento del quorum. Lo si è verificato in particolare ieri. Già nella prima votazione, infatti, non hanno risposto alla chiama perché assenti i senatori a vita Giulio Andreotti e Carlo Azeglio Ciampi. Ciononostante il quorum è rimasto fermo a 672 voti. Presenti, invece, gli altri due senatori a vita Emilio Colombo e Mario Monti. Per Andreotti si tratta della prima «assenza» a un’elezione del presidente della Repubblica. Fin dalla salita al Quirinale di Enrico De Nicola, nel 1948, il «Divo» Giulio era sempre stato tra i «grandi elettori». Ora la sua serie si ferma a undici, ed è raggiunto in cima alla classifica da Emilio Colombo, che ha saltato solo l’elezione del 1992 di Oscar Luigi Scalfaro, dato che non era più parlamentare e non era stato ancora nominato senatore a vita.

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