Molti ritengono che la comunità cinese in Italia sia qui solo per lavorare e in effetti "lavoro - lavoro" è il motto di molti e spesso non lascia spazio ad altro, men che meno all’interessamento alla politica. Ma ci sono tanti altri, invece, che qui in Italia ci vivono da anni e che, seppur non perfettamente integrati, sentono di poter e di dover dire la loro, perché si sentono italiani a tutti gli effetti. AgiChina24 è andata in una delle zone di Roma che registra la maggiore presenza cinese, l’Esquilino e ha chiesto a molti cinesi chi vorrebbero come Presidente della Repubblica. Ad alcuni, in effetti, la scelta del presidente non importa, altri dicono di non seguire la politica italiana, per altri invece non si tratta di una decisione semplice «sono finiti gli anni d’oro e la crisi si fa sentire. La cosa più importante è risollevare l’economia, ma non è facile» dice un giovane che vive in Italia da molti anni. Anche per il proprietario di un negozio di abbigliamento, «la cosa più importante è che il governo italiano sia stabile - dice - la stabilità è anche quello che vuole il mondo ed è quello che conta ora come ora. Anche una donna andrebbe bene». Un altro ha invece le idee più chiare: «Il Presidente della Repubblica deve rappresentare il Paese, ritengo però che la domanda debba piuttosto essere chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica è importante sì, serve una persona che possa essere d’esempio e che sia una bella persona, questo basta, è il Presidente del consiglio che deve avere la testa e essere onesto con i cittadini». Non tutti i cinesi vivono in un mondo a parte, un mondo fatto di connazionali e basta, ma la partecipazione alla vita politica è importante tanto quanto esserci. «Io sono italiana. Posso votare. Sono in Italia dal ’93, sono vent’anni, ed è dal ’94 che vedo solo Berlusconi - spiega una distinta signora di mezza età -. Per il Presidente non ho idea. Seguo per televisione, ma Amato non credo possa rappresentare l’Italia. Napolitano mi piaceva mi dispiace che se ne sia andato. Una donna sì, magari, ma non troppo giovane, penso alla Cancellieri o alla Bonino. Mi piacerebbe Prodi, anche se la vedo difficile, lui conosce bene la situazione nazionale e internazionale e mi sembra una persona seria». Non sono mancati commenti sul quadro generale della politica interna, come i mancati riferimenti, espliciti e non, alla "rivoluzione" di Grillo, una parola che per molti cinesi fa tornare alla memoria ricordi lontani: «Sono cinese - dice un’altra signora - quando ero piccola ho visto la Rivoluzione Culturale in Cina, volevano mandare tutti via. Io ho paura di questo discorso. Se mandano tutti a casa poi cosa succede? Non è semplice governare un Paese».
I cinesi tifano per Prodi e Cancellieri
Molti ritengono che la comunità cinese in Italia sia qui solo per lavorare e in effetti "lavoro - lavoro" è il motto di molti e spesso non lascia spazio ad altro, men che meno all’interessamento...