Politica

Contraddizioni pentastellate sul Quirinale

di Sarina BiraghiNella storia della filosofia si afferma che nella contraddizione c’è la verità. A ben guardare il suo appello dopo l’esito delle Quirinarie, Grillo, oltre che comico è dunque anche...

Nella storia della filosofia si afferma che nella contraddizione c’è la verità. A ben guardare il suo appello dopo l’esito delle Quirinarie, Grillo, oltre che comico è dunque anche un filosofo. Prima attaccava Gargamella-Bersani fino ad umiliarlo in streaming, ieri lo ha corteggiato invitandolo a votare la sua candidata dicendogli «cominciamo da lì. Poi si vedrà». Parola flautate mentre posizionava la sua trappola sul Colle. Giornalisti e politici di lungo corso super pensionati erano invisi al M5S fino a ieri. Sì, perché Milena Gabanelli candidata vincitrice delle votazioni on line è una giornalista, brava, di parte, ma giornalista. Si dirà, lei è un «cane da guardia del potere» non una appiattita sui partiti, come tutti gli altri. La collega stamane scioglierà la riserva per la poltronissima. In caso di rifiuto chi è il candidato pentastelluto di riserva? Stefano Rodotà, definito un giurista. Ma certo non un «novellino» della politica con tre legislature alle spalle, e con qualche passaggio di partito: nato radicale è stato indipendente Pci, per poi, alla Bolognina, abbracciare la svolta e diventare il primo presidente Pds. Dopo la vicepresidenza della Camera fino al 2005 è stato il primo a capo dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Un passato su cui Grillo non ha nulla da ridire. Ora. Nel 2011, invece, sul blog lanciava una fatwa anche contro Rodotà per la sua pensione d’oro. Che dire, cambiare idea è lecito. Chi rischia è il Pd che alla quarta votazione difficilmente potrà dire no ad uno dei suoi esponenti per poi sciogliersi nell’abbraccio mortale di Grillo. Sì perché il nuovo presidente della Repubblica, difficilmente super partes, potrebbe dare l’incarico per formare il governo al leader del M5S. E il segretario Pd da smacchiatore si ritroverebbe definitivamente smacchiato. E allora? Fuori Prodi, troppo «divisivo» ma favorito da Sel e renziani, riecco il dottor Sottile-Amato: così potrà evitare le urne, mortali, e tentare le larghe intese con il Pdl. Certo c’è sempre D’Alema... Tutto per non votare Emma Bonino, parlamentare di lungo corso, protagonista di battaglie civili che hanno segnato il costume italiano, radicale e... coerente.

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