Ai 5 Stelle è piaciuto soprattutto un passaggio del discorso del Capo dello Stato. Quando Napolitano ha ribadito che un governo esiste (quello guidato da Monti) e che il Parlamento può cominciare lavorare. Le stesse frasi che Beppe Grillo aveva scritto sul suo blog due giorni fa. Sarà che dopo l’incontro al Quirinale tra il comico e il Capo dello Stato, che Grillo ha promesso di non chiamare più «Morfeo», la sensibilità degli attivisti verso il Colle è diventata più palpabile, fatto sta che ieri deputati e senatori del MoVimento sono stati contenti delle decisioni di Napolitano. Ha ratificato anche uno dei coordinatori della comunicazione dei 5 Stelle al Senato, Claudio Messora: «La scelta dei due gruppi che formuleranno proposte su temi economici e giuridici, sociali ed europei che ha fatto Napolitano ci piace. È quella che più si avvicina a quanto aveva chiesto il M5S». Messora ha ribadito che i 5 Stelle non possono votare la fiducia ai partiti perché «c’è un contratto firmato che prevede che non siano fatte alleanze e questo implica coerenza». Inoltre il «Movimento 5 Stelle non ci sta a rappresentare un collante tra il vecchio e il nuovo» e «non si sente responsabile perché è appena arrivato e se il Paese è in queste condizioni non è colpa sua. La responsabilità del M5S invece è di cambiare radicalmente la politica di questo Paese». Sul blog Grillo guarda già all’elezione del nuovo inquilino del Quirinale. «Io ritengo che il prossimo presidente della Repubblica non debba venire dalla politica, né ricoprire, o aver ricoperto, incarichi istituzionali». In ogni caso gli attivisti lo sceglieranno on line e il suo nome sarà presentato in Parlamento. Queste le regole per le votazioni. La proposta dei candidati - si legge nel blog - verrà effettuata da tutti coloro abilitati al voto l’11 aprile dalle 10 alle 21. La votazione successiva sui primi 10 candidati selezionati si terrà sul sito beppegrillo.it due giorni prima della votazione in Aula sempre dalle 10 alle 21. Il processo di voto, precisa il blog, «sarà verificato da un ente esterno». Intanto i deputati 5 Stelle hanno preparato un piano di tagli da proporre martedì all’ufficio di presidenza. Prevede risparmi di 42 milioni di euro all’anno. La proposta stabilisce un dimezzamento degli stipendi mensili dei parlamentari e un «codice etico» consultabile on line da tutti i cittadini per garantire la massima trasparenza. I deputati 5 Stelle vogliono ridurre l’indennità a 5 mila euro lordi (rispetto ai 10 mila 435 di competenza) e chiedono di accorpare tutte le altre voci di spesa estranee (diaria di soggiorno e rimborso spese «per l’esercizio di mandato», i viaggi e il telefono), fissando un tetto massimo di 8.559,24 euro al mese. «Nel fare riferimento ad un’esperienza di notevole riduzione dei costi relativi alle competenze dei parlamentari - scrivono il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e i segretari di presidenza Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro nella "proposta migliorativa" sugli stipendi degli "onorevoli cittadini" inviata al presidente dell’Assemblea Laura Boldrini e al collegio dei questori - ci permettiamo di citare l’esperienza dei parlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nell’Ars». I parlamentari siciliani, spiegano Di Maio, Mannino e Fraccaro, trattengono al mese 2.500 euro netti sui 5.100 euro netti erogati come «indennità da parlamentare» e hanno rinunciato al «rimborso spese per attività parlamentari e trasporto su gomma». In particolare, sui 3.500 euro netti percepiti mensilmente come diaria, i grillini eletti nell’Ars trattengono «solo i rimborsi spese» che comprendono le voci «pernottamento, trasporto e buono pasto di 7 euro giornalieri (criteri determinati dal codice etico interno) rendicontati on line». La «parte eccedente alla quota trattenuta ai parlamentari siciliani M5S», si legge nel testo, «viene versata tramite bonifico al "fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese dell’Ars" e si chiede pertanto di creare un fondo analogo anche a livello della Camera dei deputati». Grazie al «piano di risparmio» annuale previsto dalla proposta, i 5 stelle, dunque, puntano a ridursi del 50% lo stipendio. Quanto al «trattamento economico dei deputati», i grillini propongono all’Ufficio di presidenza della Camera di intascare 5 mila euro lordi dei 10.453,00 (lordi) percepiti come indennità parlamentare, mentre auspicano di «accorpare tutte le voci di spesa estranee all’indennità: diaria di soggiorno mensile, (attualmente pari a 3.503,11 euri netti), rimborso spese per l’esercizio di mandato, rimborso spese accessorie di viaggio, rimborso forfettario spese telefoniche». Qualsiasi spesa, avvertono, «dovrà essere giustificata a titolo di rimborso alla Camera e pubblicata on line sul sito ufficiale per ogni deputato» e «l’erogazione deve avvenire per spese attestate e non superare il tetto massimo di 8.559,24 euro al mese».
Il M5S promuove il Colle e pensa ai tagli
Gli attivisti 5 Stelle: «Su governo e Parlamento Napolitano ci piace» Piano per ridurre stipendi e spese, risparmi per 42 milioni all’anno
