Un passo indietro da parte di tutti per il bene del Paese. La linea di Scelta civica è chiara e verrà ribadita anche oggi pomeriggio, quando la delegazione montiana salirà al Quirinale per il secondo giro di consultazioni. Nessuno, nello schieramento del presidente del Consiglio Mario Monti, volterà le spalle a Napolitano. Anche perché l’idea di fondo è che l’Italia debba avere un governo per varare almeno le riforme più urgenti. «Abbiamo una grande disponibilità rispetto a quelle che saranno le richieste del presidente della Repubblica. Deve prevalere il senso dello Stato e si deve far partire la legislatura», dice il deputato e portavoce di Scelta Civica Andrea Olivero, che ribadisce la linea dei montiani «disponibili a qualsiasi forma di governo che abbia il più ampio coinvolgimento per fare le riforme che servono al paese». Su quale consenso parlamentare si baserà questo governo, Olivero spiega: «È chiaro che Bersani deve fare la propria parte e rilanciare la sfida. Ma lo stesso discorso vale per il Pdl, che sembra interessato soltanto alla partita del Quirinale e all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ciascuno faccia i conti con i propri elettori e sul mandato conferito. Serve responsabilità - conclude Olivero - Tutti devono essere coinvolti e tutti devono fare un passo indietro. è questo il senso dell’appello che Napolitano rivolge ai partiti». Secondo Olivero l’Italia ha bisogno «di un governo di scopo su alcune questioni urgenti che vanno affrontate subito». «La soluzione condivisa non può essere uno scambio politico tra Berlusconi e Bersani: sono d’accordo che al Quirinale debba andare un esponente moderato, però non può essere una persona che abbia come unico obiettivo quello di garantire Silvio Berlusconi - dice Andrea Romano (Scelta civica) - Un conto è dare rappresentanza a un mondo moderato, altro conto che nasca un governo sulla base di un patto che gli italiani non comprenderebbero». Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa si affida al Presidente della Repubblica. «Ancora una volta - dice - come accaduto in tante occasioni in questi anni, l’Italia si affida all’equilibrio e alla saggezza del presidente Napolitano: siamo fiduciosi che il nostro Capo dello Stato saprà individuare la soluzione migliore in grado di dare al Paese un governo stabile e credibile, con il coinvolgimento delle forze più responsabili del Parlamento». «Da Nord si leva forte una voce: le imprese schiacciate dalla crisi chiedono un gesto di responsabilità. Finora non sono arrivate le risposte che ci aspettavamo per uscire dall’empasse in cui ci troviamo. Servono larghe intese per realizzare un’agenda di priorità», dice il vicecapogruppo al Senato di Scelta civica ed esponente veneto dell’Udc Antonio De Poli, secondo cui «la situazione in cui si trovano le aziende del Veneto è drammatica e pertanto va affrontata con rigore e determinazione. La politica, in questo quadro confuso e terribilmente incerto, non può esimersi dal ruolo di trovare una soluzione per guidare il Paese. Per queste ragioni sono convinto che sia indispensabile un largo consenso su un’agenda di priorità per il Paese». I rapporti tra Scelta civica e Bersani, in ogni caso, restano freddi. Dopo l’incontro tra i montiani e il segretario Pd, infatti, «poco si è visto delle proposte che avevamo sollecitato nel confronto con il presidente del consiglio incaricato», si legge in un comunicato del Consiglio direttivo di Scelta Civica, in cui si lamenta come non vi sia stato «nessun riscontro sulle proposte sollecitate a Bersani». «Quali saranno i contenuti riformatori su cui si intende incentrare l’azione del governo del cambiamento? - chiede il movimento montiano - Quali possono essere i termini di un coinvolgimento della coalizione di centrodestra più consistente e che dia la misura di un’azione comune che i partiti, sulla base di un risultato elettorale oggettivamente confuso, sono disposti a fare per l’Italia? Rispondere a questi quesiti è imperativo per poter dare un governo al paese».
I montiani sfidano i partiti «Un passo indietro da tutti»
Scelta civica Olivero: governo di scopo per le riforme urgenti Romano: sì a un’intesa sul Quirinale, ma niente scambi politici
