n.imberti@iltempo.it Finmeccanica è un vecchio «pallino» di Antonio Di Pietro. Soprattutto da quando ai vertici dell’azienda è arrivato Giuseppe Orsi. Che per il leader dell’Idv ha sempre avuto un peccato originale: quello di essere «sponsorizzato» dalla Lega Nord. Per questo motivo nell’ultimo anno più volte l’ex pm e gli esponenti del suo partito hanno interrogato il governo sulla gestione del gruppo industriale. Chiedendo esplicitamente di rimuoverne i vertici (dopotutto il principale azionista della società è il ministero del Tesoro). Interrogazioni che, nonostante ripetute sollecitazioni e un esposto presentato alla Corte di Conti, sono rimaste sistematicamente senza risposta. Insomma, anche se il premier Mario Monti oggi rivendica con orgoglio di aver fatto «saltare il tappo» favorendo l’emergere degli scandali che riempiono le pagine dei quotidiani, è difficile non notare che, negli ultimi mesi ha preferito girarsi dall’altra parte scegliendo la linea del silenzio. Non a caso Di Pietro ha voluto raccogliere tutto il materiale in un «dossier Finmeccanica» pubblicandolo sul proprio blog. L’introduzione, a firma di Tonino e del responsabile lavoro dell’Idv Maurizio Zipponi, non risparmia critiche al Professore: «Il governo Monti ha ignorato totalmente le nostre denunce e ora la magistratura dichiara con la sua azione la totale responsabilità della politica che prima si è spartita i costi e poi, come nel caso del governo Monti, si rifiuta di intervenire anche quando vi sono palesi violazioni della legge». «Finmeccanica - proseguono - è composta da tantissime aziende eccellenti nel campo delle tecnologie avanzate, della ricerca e dell’innovazione in particolare nel settore civile che questo Consiglio di Amministrazione aveva addirittura deciso di svendere. Pertanto noi ci siamo mossi nell’interesse generale del Paese mentre il governo Berlusconi prima ma soprattutto Monti poi, conoscendo tutto, ha la responsabilità clamorosa di aver coperto poteri che vanno contro l’interesse nazionale». La prima segnalazione in cui, tra le altre cose, si fa esplicito riferimento alla vicenda degli elicotteri AgustaWestland venduti al governo indiano è un’interrogazione a risposta scritta datata 3 maggio 2012. Già allora i giornali italiani parlano di presunte tangenti pagate all’estero «per conto» di Giuseppe Orsi. E la richiesta dell’Idv è secca: «Se il governo non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza dirette ad azzerare il vertice di Finmeccanica, espressione della logica spartitoria dei partiti, per consegnare il gruppo ai migliori manager dell’azienda che, in questi anni, hanno dimostrato grandi capacità industriali e che lavorano nell’interessa generale del Paese». Passano un paio di mesi, 5 luglio. «Giuseppe Orsi - si legge nell’interrogazione a risposta scritta firmata da Di Pietro e Giovanni Paladini -, come si evince da tutti gli organi di informazione, risulta essere al centro di diverse indagini: dalla vicenda di presunta corruzione per la vendita di 12 elicotteri AgustaWestland 101 al governo indiano, alle commesse in Africa, ai finanziamenti illeciti a partiti politici e manager». Conclusione: «A parere degli interroganti le immediate dimissioni del presidente Orsi dell’intero vertice di Finmeccanica sono non solo dovute, ma necessarie». Per questo ripetono la richiesta avanzata a maggio. Dopo la pausa estiva ricomincia l’attività parlamentare, 10 settembre. L’interrogazione a risposta scritta è ancora di Tonino, l’obiettivo è sempre lo stesso: l’azzeramento dei vertici di Finmeccanica. Si arriva ad ottobre e il pressing si fa più insistente. L’11 ottobre l’ex pm rilancia la sua battaglia. Il 18 ottobre, insiste: «Sulle vicende legate a Finmeccanica, gli interroganti hanno già presentato diversi atti di sindacato ispettivo». Il 24 Fabio Evangelisti chiede al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia e delle Finanze se non ritengano «di esigere le immediate dimissioni del presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi». Nel testo si fa riferimento anche al «danno erariale a carico di Orsi di cui si dovrebbe interessare la Corte dei conti». Infatti il 31 l’Idv presenta un esposto ai magistrati contabili. Il tutto mentre l’esecutivo continua a non proferire parola. Non una risposta è arrivata alle interrogazioni. Nessuna iniziativa è stata presa. Secondo il rapporto «Camere aperte» realizzato da Openpolis, il ministero dell’Economia, nell’era Monti, ha risposto al 20% delle interrogazioni. La presidenza del Consiglio al 14%. Per far «saltare il tappo», forse, serviva qualcosa di più.
Monti fa lo smemorato su Finmeccanica
Denunce ignorate Il Tesoro è azionista di maggioranza della società. Dallo scorso maggio l’Idv ha chiesto al governo di rimuovere Orsi, ma le interrogazioni sono rimaste senza risposta
