f.capolla@iltempo.it SIENA Tornano a volare le monetine. Quelle che avevano accolto Bettino Craxi e che poi erano diventate di moda per contestare storie di tangenti, per accusare chi avrebbe tolto ai poveri per dare ai ricchi. Ieri sera del lancio di qualche spicciolo è rimasto vittima anche l’ex presidente di Montepaschi Giuseppe Mussari. Un linciaggio che è avvenuto sia prima che al termine dell’interrogatorio davanti ai Pm di Siena. Interrogatorio durato tre ore, al termine del quale Giuseppe Mussari ha lasciato la procura apparentemente più sereno, nonostante le contestazioni. Il suo avvocato si è detto soddisfatto anche per la durata relativamente breve del confronto. Mussari uscito dalla stanza del procuratore ha accennato anche un lieve sorriso prima di scendere in ascensore. L’ex presidente ha lasciato alle 16 la stanza del procuratore capo dove era entrato poco prima delle 13 dopo un’anticamera di 50 minuti. Uscito a piedi, Mussari è stato nuovamente apostrofato da alcuni passanti, mentre saliva sulla macchina che era venuta a prenderlo. «Vergogna. Ladri. Vi è finita la pacchia», gli hanno gridato. Uno dei suoi difensori, Tullio Padovani, ha però una impressione positiva di questo interrogatorio. «Ho assistito a tantissimi interrogatori nella mia carriera e questo lo posiziono nella fascia alta di gradimento per un avvocato difensore», ha detto. Anche il fatto che il confronto coi magistrati sia durato relativamente poco rispetto ad altri fatti in questi giorni per la stessa indagine, per l’avvocato è un segno positivo. «Anche questo, è un elemento di gradimento», ha aggiunto. In una breve nota diffusa in serata, Padovani e il suo collega Fabio Pisillo, hanno scritto che Mussari «ha risposto a tutte le domande dei Pm e non è stato fissato nessun altro interrogatorio». Uscito Mussari, è stato risentito, non previsto, Valentino Fanti, segretario del presidente Mussari - e tutt’ora del presidente Alessandro Profumo. Il procuratore lo ha «richiamato per riscontrare alcune dichiarazioni rese da Mussari», ha detto una fonte della Procura. Ad ascoltare l’avvocato calabrese sono stati, assieme al procuratore capo, i tre pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, e i finanzieri del Nucleo Valutario tra cui il generale Giuseppe Bottillo. Fonti giudiziarie avevano riferito nella giornata di giovedì che l’ex presidente della banca senese è indagato per ostacolo all’autorità di vigilanza, relativamente al contratto sull’operazione Alexandria, un prodotto finanziario complesso acquistato dalla banca nel 2005 da Dresdner e poi ristrutturato nel 2009 con Nomura, senza darne - è la tesi dell’accusa - adeguata rappresentazione contabile in modo da non farne emergere la reale rischiosità e la perdita accumulata. Mussari - che era già stato in procura lo scorso 4 febbario per pochi minuti ottenendo un rinvio dell’interrogatorio - è anche indagato per manipolazione del mercato e falso in prospetto per l’operazione finanziaria Fresh del 2008, uno dei prodotti che hanno consentito alla banca senese di finanziare l’acquisizione di Antonveneta e che era necessario per avere da Bankitalia il via libera all’operazione . L’ex numero uno di Mps ieri è arrivato all’ingresso principale della Procura con una macchina di grossa cilindrata scura con i due difensori, mentre la prima volta era arrivato con una Smart rossa guidata da Pisillo, scegliendo un ingresso secondario. Sempre ieri il pm di Milano Antonio Renna ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere di Gianluca Baldassarri, ex-capo dell’area finanza di Mps fermato giovedì. Baldassari è indagato, in concorso con Mussari e l’ex dg Antonio Vigni. Adesso i magistrati dovrebbero prendersi un periodo di riflessione la prossima settimana per fare un bilancio del lavoro svolto. A criticare il lancio delle monetine contro Mussari è stato Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl. «Apprendo, con orrore, che il cittadino Giuseppe Mussari è stato atteso, da un gruppo di facinorosi, fuori dalla procura e fatto oggetto d'insulti e lancio di monetine. Condanno con fermezza tale mancanza di rispetto e credo che la Procura dovrebbe procedere contro i responsabili. Hanno offeso non solo un cittadino, ma la giustizia stessa».
Monetine contro Mussari
L’ex presidente di Mps interrogato per tre ore in Procura All’esterno la contestazione della gente: «È finita la pacchia»
