Politica

«All’estero è normale pagare commissioni»

Berlusconi difende Finmeccanica: «Non ci piace il sistema? Allora non vendiamo più nulla»

p.zappitelli@iltempo.it Silvio Berlusconi racconta quello che tutti gli imprenditori che hanno commesse all’estero sanno: per lavorare in alcuni Paesi bisogna accettare di pagare delle tangenti. Altrimenti non si vincono appalti. Ma anche se si tratta del segreto di Pulcinella è bastato per scatenare un fuoco di critiche da parte del centrosinistra contro il Cavaliere. Un incendio divampato dopo le dichiarazioni nella trasmissione su Raitre «Agorà» nelle quali il Cav è tornato a difendere Finmeccanica contro l’azione dei giudici. «Io fotografo la realtà globale esistente – ha spiegato – nel mondo i nostri tre gioielli, Eni, Enel e Finmeccanica, quando trattano per vendere i loro prodotti devono adeguarsi alle condizioni di quel Paese». «Nelle democrazie normalmente si ha solo la gara d'appalto – ha proseguito – mentre nei Paesi che non sono perfette democrazie ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere». Anche se si tratta di condizioni illegali, che però, ha aggiunto il Cavaliere «sono illegali per loro non per noi, perché mettiamo in conto cosa dobbiamo spendere: un tot per l'appalto e un tot per la commissione». Ma con l’intervento dei giudici rischia di saltare in aria tutto un comparto economico che vale centinaia di miliardi. «Con questa magistratura – ha attaccato il Cav – ci stiamo mettendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo, perché nessuno tratterà più con noi. È una cosa da masochismo puro, non sono reati, si tratta di pagare una commissione, perché è la regola di quel Paese. Non vogliamo pagare commissioni? Allora stiamo a casa e non vendiamo più niente». Dunque nessuno scandalo, secondo il Cavaliere, se anche Finmeccanica si è adeguata ad un modo di lavorare seguito da tutte le aziende del mondo. E per questo bisogna anche difendere l’ex amministratore delegato dell’azienda Giuseppe Orsi, finito in carcere. «Orsi era stato indicato dalla Lega, era il migliore che c'era in campo ed è andato giustamente a occupare una posizione importante per un'azienda importante – ha sottolineato il Cavaliere – Spero che gli italiani non si facciano meravigliare da questi moralismi da sepolcri imbiancati». «Finmeccanica, Eni e Fitto sono tutte situazioni per sviare l'attenzione da quel macroscopico scandalo da 3 miliardi di euro che riguarda Mps, e in cui è pienamente dentro la sinistra – ha attaccato ancora – Altro che 12 elicotteri, quello del Monte dei Paschi è uno scandalo in cui un partito che si candida a governare un Paese è assolutamente coinvolto». L’obiettivo rimangono sempre i magistrati – o almeno una parte di loro – che «sono entrati a gamba tesa nella campagna elettorale». E per frenare questi «veri e propri abusi» Berlusconi ha spiegato di essere pronto, in caso di vittoria alle elezioni, a reintrodurre l’immunità parlamentare. Gli unici che stanno lavorando correttamente sono proprio i pm che indagano sul Monte dei Paschi di Siena: «La magistratura si sta comportando come sempre dovrebbe comportarsi: non ci sono fughe di notizie da interrogatori, non ci sono intercettazioni che vengono rese pubbliche, non c'è clamore alcuno. Esattamente il contrario di quanto accaduto con le inchieste che hanno riguardato il sottoscritto». Ma la preoccupazione del Cavaliere, in vista della corsa finale verso il voto, è soprattutto quella che il Movimento 5 stelle possa «rubare» voti al centrodestra, pescando nella fascia di delusi dalla politica. Per questo ieri è tornato ad attaccare il comico genovese: «Grillo fa comicità di bassa lega, è un istrione, ma è un fatto pericoloso per la nostra democrazia. Raccoglie gli italiani che sono giustamente scandalizzati dalla politica, e che pensano di picconare il sistema esistente votando Grillo. Non lo sottovaluto affatto, sono molto preoccupato, non propone nulla di positivo, e più dell'80% dei suoi candidati viene dall'estrema sinistra, dai centri sociali e dai No Tav». Sotto attacco è finito anche Mario Monti, definito «un professorino che non conosce nulla di economia degli Stati. L'economia la vedeva dal buco della serratura». Velenoso anche il commento su Giulio Tremonti: «Che vada in qualsiasi ministero che non sia l'Economia mi sta benissimo, perché è persona veramente intelligente. Può andare dove vuole, ha un fratello farmacista diamogli il ministero della Sanità, così potrà ordinare supposte a tutti gli italiani». Ma che cosa farà – gli è stato chiesto nella trasmissione – se dovesse perdere le elezioni? Tornerei nel ruolo che mi ero scelto, è stata la risposta «come presidente e fondatore del Pdl dandogli l'assistenza in base alla mia esperienza». E il partito sarebbe guidato da «Alfano che è in assoluto il politico più in gamba, più leale e preparato». Ma Berlusconi è pronto anche a candidarsi ancora: «Se l'Italia chiamasse, io amo l'Italia», ha detto allargando il sorriso.

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