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Record di disoccupati

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Ora sono 2,9 milioni Tra i giovani la situazione più critica: 36,5% Camusso (Cgil): «Nel 2013 andrà peggio»

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Laquota dei senza lavoro sfonda così la soglia dell'11% (11,1%). E le percentuali peggiorano guardando ai giovani, tra gli under 25 il tasso di senza lavoro schizza al 36,5%, un altro record, con 640 mila ragazzi alla disperata ricerca di un posto. Sempre più spesso poi i «fortunati» con un posto devono accontentarsi di un impiego precario, basti pensare che nel terzo trimestre tra dipendenti a tempo determinato e collaboratori si arriva a quasi 2,9 milioni di persone senza un'occupazione fissa. Il deterioramento del mercato del lavoro preoccupa i sindacati, con la Cgil che vede nero. E l'emergenza lavoro mette in allarme tutto il Continente, con l'Eurozona che segna un nuovo massimo per la disoccupazione, giunta all'11,7%. Tornando all'Italia i dati dell'Istat sia per ottobre sia per il terzo trimestre danno conto di una situazione drammatica. A fronte di un'occupazione che resta pressoché stabile si registra un'impennata dei senza lavoro causata soprattutto dall'arrivo sul mercato di persone che prima potevano permettersi di restarne al di fuori, come casalinghe o studenti. Analisi già evidenziata dall'Ocse e condivisa da Palazzo Chigi (infatti il tasso di attività è salito al 64%). In un solo mese i disoccupati sono saliti di quasi 100 mila unità che diventano 644 mila se si considera tutto l'anno. Tra loro ci sono sia uomini sia donne, con un forte contributo che arriva da chi prima un impiego lo aveva, ovvero ex occupati (+35,5%). Certo a pagare ancora una volta il prezzo più caro della crisi sono i ragazzi, che presentano un tasso tra i più alti in Europa, a ottobre fanno peggio solo Spagna e Portogallo. Mentre a livello territoriale le stangate più forti le subisce il Mezzogiorno. Passando a chi un posto lo conserva, spicca l'aumento della presenza dei più adulti, che restano a causa dei maggiori vincoli per l'accesso alla pensione. Un rialzo che controbilancia il calo tra i più giovani, tra loro solo quattro su dieci hanno un lavoro. Infatti tra gli under 35 il tasso si ferma al 43,5%, il livello più basso dall'inizio delle serie storiche (III trimestre 2004). Le condizioni peggiorano però anche tra chi ha un impiego, sia a causa del precariato, con circa la metà dell'aumento che ricade sulle spalle degli under 35, sia per il forte rialzo del part time (3,8 milioni di contratti) soprattutto involontario, cioè imposto. Inoltre pesante è la crescita della cassa integrazione, che tocca tra luglio e settembre quasi 260 mila lavoratori (erano 160 mila nello stesso periodo dello scorso anno). I sindacati rilanciano l'allarme lavoro: «Il 2013, sul piano occupazionale, sarà ancora più pesante del 2012», sottolinea la leader della Cgil, Susanna Camusso, che aggiunge come «la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali sarebbe certamente da rinviare nel momento in cui ci sarà la crescita» (la nuova Aspi dovrebbe entrate in vigore dal gennaio 2013). Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, i dati dell'Istat sono «drammatici», ma «è inutile piangersi addosso», «bisogna fare tutti insieme qualcosa di più». Il ministro dell'Economia, Grilli, evidenzia come sia «chiaro che anche l'occupazione soffre, è un dato ovviamente negativo ma atteso». Reazioni arrivano anche dalla politica, con il segretario del Pd, Bersani, che ribadisce la drammaticità dei numeri, invitando a presidiare intanto «i luoghi che lo danno il lavoro». I numeri sulla disoccupazione per il presidente della Camera Fini sono un «campanello che deve risuonare in queste stanze», ovvero in Parlamento.

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